Nella media valle del Sangro, alle falde del Monte Lupara (1100 mt s.l.m.), sopra uno sperone di roccia, sorge Roio del Sangro, ridente paese dell'Abruzzo, in provincia di Chieti. Questa fortunata posizione fa di Roio un balcone dal quale si può ammirare uno splendido panorama che va dal Massiccio della Majella fino al mare. Nonostante la sua altitudine (840 mt. s.l.m.) gode di un clima temperato. La costa adriatica dista solo 60 km. e con meno di un'ora si raggiunge la più vicina spiaggia.

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I Templari in Abruzzo

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E' uscito alle stampe il saggio sui Templari del nostro compaesano Prof. Alessio Coletta. Dopo un accenno sulla storia di questi cavalieri, dallanascita alla condanna, l'autore affronta il tema della loro presenza in Abruzzo ipotizzando anche una loro possibile presenza nel territorio del nostro paese. Hanno collaborato alla stesura del libro, con studi introduttivi, Settimio Luciano (il nostro parroco) e Claudio Palumbo, docente dell'Iistituto di teologia di Chieti.

Questioni sul medioevo e riflessioni sui templari

(Con studi introduttivi di Settimio Luciano e Claudio Palumbo)

Il libro è in vendita da Don Settimio al prezzo di 20 €. e la spedizione può essere fatta a domicilio senza alcun aumento del prezzo di copertina.

Chi fosse interessato può inviare un vaglia PT alla Parrocchia di Roio del Sangro, oppure un assegno (di c/c o circolare) non trasferibile, intestato sempre alla Parrocchia di Roio del Sangro.

Gli utili vanno integralmente alla Parrocchia di Roio

Per ulteriori informazioni potete contattarci al nostro indirizzo e_mail <Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. >

18 commenti

18 commenti

  • inviato da Domenico

    Lunedì, 27 Luglio 2015 00:54

    Sulmona 27.07.2015

    Oggetto:Cavalieri templari.

    Gentilissimo sig. Mimmo. Galluppi, mi dispiace che la mia persona sia stata offesa e schernita solo perché ho avuto il coraggio di confutare con documenti certi ed autentici in versione originale la parte regionale che riguarda la presenza dei cavalieri del tempio in. Abruzzo. Ho letto e riletto il libro del. Dr. Coletta che si è permesso di offendermi quando farebbe bene a fare un bagno di umiltà, in quanto il libro, nella parte bibliografica non riporta alcun documento originale,ma solo libri scritti da altri. Le ricerche non di fanno leggendo i libri altrui,ma risalendo alle fonti originali. Non ci sono documenti notarili, cabrei, catasti onciari, codici diplomatici. Quindi di che parlate, ma di che cosa state parlando. Le offese si ripercuotono su chi le formula per difendere l'indifendibile. L' unico libro serio sui templari in . Abruzzo e non solo l'ho già citato nei miei commenti, in cui vi sono le uniche due pergamene originali sopravissute. Il libro con le fonti lo può comprare chiunque. Il resto sulla presenza regionale sono solo supposizioni senza prove scientifiche ne documentali. Io i documenti li ho, quindi alzate i glutei e cercateli. A me interessa lo. Smon a cui . Roio apparteneva. Pietro. Sella lo ha ampiamente dimostrato con i documenti sulle decime. A. Napoli per tredici giorni ho spulciato registri e documenti. Ho trovato un documento ritrascritto dagli archivisti napoletani sui registri della. Cancelleria. Angioina sulla presenza dei cavalieri templari ad. Avezzano con relativa bolla di pagamento della magione commendale. Con una ricerca finissima ho ritrovato un gigantesco faldone di documenti originali del rapporto tra i. Cavalieri di. Malta e la corte angioina con un documento scritto a. Sulmona. Questi documenti sono andati distrutti a. Napoli per la rappresaglia tedesca a. Villa. Belsito. Io li ho ritrovati intatti. Come ho fatto? Scopritelo voi visto che mi avete offeso al posto di fare ammenda su argomenti non veri seppure scritti in buona fede. Vediamo se voi avete gli attributi. Non li avete gli attributi perché non avete visto i documenti originali che ho avuto per le mani. Non vi conviene darmi addosso perché in un pubblico convegno e dibattito vi farei battere in ritirata. Chi cerca trova. Bisogna saper cercare. Ho contattato il. Sig. Nicolino. Cese e gli ho spiegato il perché della mia confutazione. Alessio. Coletta sappi che seppure per due anni ho insegnato all' università agli allievi. Infermieri. Sappia pure che sono venuto in possesso di un pregevole documento sulla presenza templare nel capoluogo regionale. Il documento ha almeno tre secoli ed è scritto in italiano ed è originale e porta il nome di un importante personaggio italiano dell' ordine che è vissuto in. Abruzzo. Studi. Mimmo. Galluppi e vedrà quanto dovrà rivedere e correggere. Dasvidania. Mimmo. Arrivederci. Io non caccio nulla perché non desidero che altri si prendano i miei meriti, ma vi marco come si marcano i giocatori sul campo di calcio.
    . Domenico. Silla

  • inviato da Mimmo Galluppi

    Martedì, 05 Agosto 2014 22:38

    Ciao a tutti, ciao ai belli ed ai brutti, ciao agli intelligenti ed agli imbecilli, ciao a chi dice che i tedeschi, durante la guerra, si sono comportati bene e ciao a chi sogna una nuova repubblica di Salò con un attuale pregiudicato a capo, ciao anche al pregiudicato che molti di noi sognano di appendere come l’altro maiale mussolini: a piedi per aria.
    Ciao a tutti quelli che stanno ancora pagando sulla propria pelle i crimini del comunismo, del fascismo e delle guerre, ciao ai lavoratori ed ai disoccupati, ciao a chi è di sinistra a Roio e di destra fuori Roio, ciao a chi non guadagna niente dalle risorse del paese e ciao a chi ci si è arricchito.
    Ciao, soprattutto, alle persone sane di corpo e di mente e ciao a chi è malato di mente.
    Per manifesta modestia ho salutato, per ultimi, coloro che soffrono della mia stessa patologia.
    Con il dovuto rispetto per quei pochi miseri di spirito che troveranno il tempo e la voglia di leggere questi miei sconclusionati appunti, vorrei raccontare una serena ed emblematica barzelletta/storiella invitando gli incontinenti a girare pagina e fare finta di niente… come hanno sempre fatto: non hanno mai capito le metafore e tanto meno ora.
    In una camera verde, ci sono tre sedie, la tavola, la tovaglia e le posate, tutte verdi; anche il pavimento, le pareti ed il soffitto sono verdi come il lampadario e le appliques, nonché le lampadine.
    Nella stanza sono seduti, quasi immobili, un bambino, un uomo ed una donna, forse i genitori, tutti di colorito verde, con vestiti e scarpe verdi, capelli verdi; qualsiasi oggetto, in quella stanza verde, era verde.
    Lentamente e timidamente si vede girare una maniglia tutta verde di una porta anch’essa verde che si apre con titubanza.
    Fa capolino la testa di un uomo tutto giallo, occhi capelli e pelle gialli e di questo colore anche il vestito, le scarpe, la camicia e la cravatta.
    Si guarda circospetto in giro ed esclama sorpreso:scusate ho sbagliato barzelletta e richiude la porta.
    C’è gente veramente convinta che Cristo, proprietario di un ettaro di bosco, sia morto di freddo.
    Io rispetto umanamente questa gente.
    Altra gente crede fermamente che i marziani siano in mezzo a noi e che, il tizio nostro vicino sull’autobus o al ristorante o in ascensore, è uno di loro, un marziano travestito da umano.
    Io rispetto umanamente anche questa gente che crede in ciò.
    Altra gente, come il nostro corrispondente da Sulmona, il signor Domenico Silla è convinto delle erronee argomentazioni del nostro compaesano prof. Alessio Coletta, argomentazioni non nate da escrescenze del tema a piacere della quinta elementare, bensì frutto di una tesi di laurea discussa avanti a cinque e più docenti universitari, esperti nel campo trattato ed ansiosi di ridicolizzare il laureando contestandogli la eventuale e documentata falsità della tesi e delle orgomentazioni in essa trattate, anzi sviscerate.
    Io rispetto umanamente anche e soprattutto il signor Silla
    Purtroppo sono uno scettico cronico, seriale.
    Però, di converso, sono uno scettico desideroso di cambiare qualifica per cui, se le documentazioni presentate a sostegno di una propria tesi sono inconfutabili e documentate, io mi alleo e sostengo il relatore, incondizionatamente.
    Dunque dicevo che se qualcuno avesse una seria ed appropriata documentazione con cui potrebbe, senza alcun dubbio, dimostrare che Cristo non è morto in croce ma, dai documenti addotti, è morto di freddo (anche se non credo che fosse importante per lui possedere un ettaro di bosco!!!), ciò sarebbe qualcosa di rivoluzionario per il mondo intero e colui che riuscisse a dimostrarlo avrebbe, di diritto, un posto in pool position per ricevere il Nobel.
    Io sarei un suo indefesso difensore affinché la verità vinca sempre e, dopo duemila anni, qualcuno finalmente ci rivela la verità.
    Mi chiedo come giustificheremmo, alla luce delle certe documentazioni, le persecuzioni inutili agli ebrei?
    Non lo so ma, a tempo debito, vedremo.
    Dovremmo eliminare in tutte le chiese, quadri sculture ecc, e la croce, la santa croce, come simbolo di fede; rivoluzione totale anche nelle religioni cristiane.
    Altrettanta credibilità ed alleanza troverà in me colui che mi dimostrerà, senza se e senza ma, che i marziani sono tra noi, vivono e mangiano insieme a noi, amano, leggono e dormono in mezzo a noi o, addirittura, vicino a noi (oddio, a dire il vero, in tante relazioni umane trovo tracce di questo postulato!!!)
    Come non allearsi con un genio che domostrasse tutto ciò in modo così certo che non sarebbe possibile alcuna contestazione o dubbio?
    Lo stesso vale per le arogomentazioni del signor Silla.
    Lui afferma di essere in possesso di documenti segretissimi e di informazioni che demolirebber,anzi demoliscono, la tesi del prof. Alessio Coletta.
    Se il signor Domenico Silla riuscisse a dimostrare, ad uno scettico come me, che la tesi del prof. Alessio Coletta è una “farloccata” e che la verità ce/me la mostrerà lui, sarebbe una soddisfazione per il signor Domenico Silla sbugiardare platealmente il prof. Alessio Coletta e trattarlo giustamente da “peracottaro”.
    Ancor più soddisfazione avremmo noi, orfani invidiosi di titoli accademic.
    Ci abiliterebbe, impunentemente, a rivolgere sonore pernacchie a cinque o più docenti universitari che si spacciano per esperti del tema trattato ed invece hanno solo l’interesse di arrivare al 27 del mese.
    Quindi, gentile signor Domenico Silla, tiri fuori i suoi segretissimi ed addirittura unici documenti, perché vogliamo, insieme a lei, riscrivere la Storia, quella con la lettera maiuscola.
    A questo punto della vostra discussione credo che sia indispensabile mettere le carte in tavola; il nostro prof. Alessio Coletta le ha rese note con il suo libro: i Templari in Abruzzo.
    Faccia altrettanto anche lei signor Domenico Silla.
    Come nella barzelletta di sopra anch’io, in attesa di questi eventi miracolosi e risolutori, chiudo lentemente la porta e saluto chi ha avuto la forza di leggermi fin qui, senza dubbio divenuto verde per la noia.
    Riapro un piccolo spiraglio per sussurrare, tra gli stipiti della porta, che io sono l’editore del suddetto libro.
    E richiudo immantinentemente e definitivamente; ça va sans dire: chapeau!!!
    Mimmo Galluppi

  • inviato da Domenico Silla

    Martedì, 29 Luglio 2014 19:22

    Sulmona 29.07.2014


    Oggetto:confutazioni storiche sui Templari in Abruzzo.
    Al Prof Alessio Coletta

    Caro Prof. oggi mi toglierò qualche altro sassolino storico dalle mie calzature, perchè in data 15.07.2014 seppure con notevole ritardo, ho risposto al Signor
    Nicolino Cese che mettendosi a pensare e senza offendermi in rete,mi ha chiesto un mio modesto parere sulla presenza dell'Ordine Templare in Abruzzo.Caro Prof questa è stata la mia rispettosa risposta: Gentilissimo Dr Nicolino Cese Buona Sera, seppur con notevole ritardo rispondo alla vostra lettera.Sul web un anonimo ha scritto un saggio con dovizia di note e particolari sulla presenza Templare in Abruzzo.Il formato è in pdf di 19 pagine.Le notizie sono vere solo in piccola parte,il resto è tutto falso.Anche la Dottoressa Bianca Capone in buona fede ha descritto luoghi templari in Abruzzo non veritieri senza risalire alle fonti.L'unico libro con le notizie certe sui Templari in Abruzzo è stato scritto dai massimi esperti di storia medioevale e Templare in Italia e porta il seguente titolo:" I Templari nell'Italia centro-meridionale.Storia ed Architettura". Edizioni Penne e Papiri. pp 208 euro 12,00.La prefazione è del Dr. Malcom Barber massimo esperto mondiale in materia. Gli autori sono:Nadia Bagniarini,Cristian Guzzo,Giuseppe Maddalena Capiferro,Enzo Valentini.Nel libro ci sono le uniche pergamene originali sull'Ordine riguardanti l'Italia centro-meridionale, ci sono tutte le fonti originali con la clamorosa smentita che le foto riguardanti la magione sulla piana di Gioia dei Marsi Vecchia sia una magione Templare. Gli eventuali documenti ricostruiti dagli archivisti napoletani direttamente dalle tesi di laurea prima che l'archivio angioino venisse distrutto dai tedeschi durante le mitiche quattro giornate di Napoli, sono in mio possesso e riguardano un pagamento di una magione ad Avezzano, ma anche queste notizie sono da prendere con le pinze,proprio perchè ricostruite. Il libro sul processo ai Templari a Penne scritto da Bryson è in gran parte falso, perchè si basa su supposizioni in quanto solo tre templari hanno subito il processo nella sede vescovile vestina,il resto sono notizie senza prove scientifiche ne documentative.In gran parte falso è l'articolo di Sergio Rubini.Vere sono le notizie di carattere generale e le notizie su Pescara Basilica di Santa Gerusalemme,passata poi ai maltesi. Al contrario con i miei documenti originali dai Codici Diplomatici dell'Ordine di Malta posso provare il passaggio non avvenuto in Abruzzo di beni Templari allo SMOM. Documenti rarissimi perchè solo i Notai ed i Vescovi potevano stilare gli atti di passaggio andati in gran parte distrutti dai conflitti e dal tempo, ma sul Codice Diplomatico ritrascritto nella prima metà del 1700 ci sono i documenti antichi del medioevo. Questo nostro dibattito è arrivato alle orecchie dei membri della deputazione di Storia Patria
    ad Aquila e mi hanno dato pienamente ragione delle mie ricerche e delle mie confutazioni sul Suo testo.Quindi Lei può dire e scrivere ciò che vuole e desidera ma non permetterò che la storia sia basata solo su supposizioni e poche prove.Alla fine in Abruzzo data la difficoltà del territorio e la poca ricchezza, Pescara a parte, il resto del libro va riscritto o addirittura diminuito nelle sue pagine.Se quel testo dovesse capitare in mano a chi ha più conoscenza di noi due in materia,avrebbe molto da rimproverare in un dibattito storico aperto ad un pubblico preparato in materia, e la farebbero annichilire e Le dico che mi dispiacerebbe.Io ho dato le mie notizie certe e sicure, poi faccia Lei.Studi Prof.Studi mi raccomando.

    Saluti
    Domenico Silla

  • alessio coletta

    inviato da alessio coletta

    Domenica, 11 Maggio 2014 11:44

    Senta Silla, mi sono fermato alla seconda riga della sua paranoica risposta, quando ha scritto "Io lo fatto solo nel suo interesse" (Lo si scrive "l'ho"). Non ho voluto leggere oltre.
    Si renda conto, Silla, che lei è un analfabeta. Ho degli allievi stranieri, arrivati da pochi mesi in Italia, che scrivono meglio di lei. Per tutti gli errori che fa, dovrebbe tornare, come le ho già detto, alle scuole elementari. Per di più lei ha una arroganza smisurata. Invece di vergognarsi, insiste in un film persecutorio che lei si è creato da solo per arrivare non so a quale risultato. Io non ho mai messo in discussione i risultati delle sue ricerche, ma le modalità con cui è intervenuto nel dibattito. Non mi aspetto che un ignorante come lei possa capire quest'ultima frase, ma almeno mi faccia la cortesia di finirla con questo patetico, continuo assillo paranoico da giustiziere della notte che riversa sul sito di Roio.
    Il suo curriculum, che lei ostenta e che lei considera "lungo", è a dir poco ridicolo. Lei ha una laurea breve da infermiere, che sembra presa, come tutti gli altri titoli che spero lei abbia (licenza elementare, media e superiore), come si dice dalle mie parti "a presuttere". Chi le ha fatto fare lezione all'università è più pazzo di lei, così come chi ha avuto il coraggio di pubblicare i suoi scritti, vista la sua ignoranza sconcertante della lingua italiana.
    E la smetta di usare il titolo di Professore. Risulta patetico e offensivo per tutta la categoria a cui appartengo. Le ricordo che in Italia questo titolo lo può usare il docente universitario o di scuola secondaria di ruolo o a contratto (limitatamente al periodo del contratto).

  • inviato da Domenico Silla

    Lunedì, 05 Maggio 2014 19:01

    Sulmona 05.05.2014

    Oggetto:confutazione sulla storia locale sui Cav.Templari in Abruzzo.

    Caro Prof. Alessio Coletta buona sera, mi dispiace che la mia persona sia stata schernita e presa in giro da lei. Ma sulla posta elettronica di yahoo smentirò con prove certe quanto da lei scritto. Io lo fatto solo nel suo interesse a me non ne viene nulla ma a chi come me ha potuto consultare i documenti originali sono certo che qualcuno penserà ma cosa ha scritto il Prof. sui Templari in Abruzzo? Anzi lo scrivo direttamente quì. Ho una laurea di primo livello in Scienze Infermieristiche ed esercito da quasi vent'anni,sono stato Prof. con cattedra universitaria per due anni grazie alle mie pubblicazioni scientifiche in congressi nazionali e sono socio di due fondazioni scientifiche,non aggiungo altro al mio lungo curriculum.Io non faccio ricerche sui Cav. Templari ma solo sullo SMOM in quanto ordine ospedaliero,ma i documenti sui Templari mi sono serviti,per ricollegarmi ai Gerosolimitani di Malta. Su internet, c'è una pubblicazione esaustiva ma anonima sui Templari in Abruzzo ma con molti errori, così come è sbagliata gran parte della pubblicazione del Rubini,sul Bullettino di Storia Patria.Io ho consultato i documenti dello SMOM, ritrascritti dagli originali in chiave moderna con tutte le note storiche,riguardanti la città di Penne,ho letto e consultato i documenti originali sul Gran Priorato giovannita di Capua con i documenti e le rendite relative alle Commende Gerosolimitane abruzzesi.Affermo con assoluta certezza storica visti i documenti originali ritrascritti con fedeltà ed i documenti originali ristampati in chiave moderna dallo stesso SMOM che le note su Penne da lei pubblicate sono errate.Il libro l'ho letto e riletto e con assoluta certezza ho cercato di dirle dove sbaglia seppure in buona fede. Gli altri penso che le riderebbero alle spalle mentre il sottoscritto legge gli scherni scritti sulla propria persona.Su Penne alle Pagg.128 e 129. Lei nomina la decima pagata dal Municipio di Rojo e come fa a saperlo, se nella Bibliografia non cita il testo di Pietro Sella che consultando i documenti originali dagli archivi segreti vaticani scrisse il libro sulle decime pagate dalle Diocesi abruzzesi e molisane pubblicato negli anni trenta del 1900 riguardante gran parte del Medioevo abruzzese,in cui si cita anche la Commenda Gerosolimitana femminile di Penne? Me lo spieghi Prof. Quel testo è fondamentale per capire a chi appartenevano i beni stabili del tempo. Anzi lo spieghi a chi non ponendosi le domande che io mi sono posto e consultando i documenti che ho letto,legge credendo vero il tutto. Il Sella cita in modo esplicito che la Chiesa di Rojo apparteneva ai Cavalieri di Rodi prima e di Malta poi. Rodium non si riferisce a Rojo come lei cita ma è il nome latino di Rodi. Sulla Croce patente lei ha ragione. Non sappiamo se vi è stata portata nella cripta o è stata rimossa dalla volta della chiesa, ma quella croce assomiglia molto alle prime croci gerosolimitane di Malta che all'inizio ovvero quando l'Ordine venne fondato in Terra Santa dal Monaco Beato Benedettino Frà Gerardo Sasso nel 1048 non erano come le conosciamo adesso.Una croce identica è sulla parete di una chiesa a San Pio delle Camere che era Grancia Gerosolimitana.Sono stato a Campli e nella frazione di Campo Valano.A Campli un documento lapideo nella Basilica conferma la presenza di un documento lapideo con stemma araldico di una famiglia appartenuta allo SMOM. Anche sulla Magione di San Nicola dove io mi sono recato di persona massacrandomi le gambe, non ci sono certezze che appartenesse ai Templari.Ho parlato con i dipendenti dell'ufficio turistico del parco e mi hanno confermato quanto ho scritto,su San Nicola, la chiesa secondo loro non era nella Magione ma sul terreno dall'altra parte della strada, ed ho potuto verificare la verità perchè si scorge un pezzo dell'abside in mezzo ad una pietraia. Un Medico da me contattato di Avezzano di cui mi sfugge il nome,che se è ancora in vita abita in Via Celestino v anche lui studioso di Templari mi ha detto chi erano i proprietari della magione in base ai documenti da lui trovati e che era difficile provare la veridicità Templare della Magione. Pescara è stata Domus Templare passata dopo il 1314 ai Gerosolimitani di Malta, la Commenda andava dalla fine del muro dell'odierna cattedrale fino alla rotonda di Rampigna che porta in via Caduta del Forte ed avevano anche molti terreni in Contrada San Giovanni sui colli, ne sono certo per aver consultato i documenti originali non ritrascritti dello SMOM rendite comprese con nomi e cognomi dei versanti.Ora San Cetteo è sede dei Cavalieri del Santo Sepolcro. Sono in possesso di gran parte dei documenti sullo SMOM abruzzese e da internet ho trovato due Codici Diplomatici sullo Smom in versione originale. L'unico libro in mio possesso sui Templari nell'Italia centro-meridionale con la pubblicazione delle uniche pergamene Templari sopravissute nei secoli,è della Casa Editrice Penne e Papiri,lo compri Prof. con la prefazione di Malcom Barber. Studi Prof. ed approfondisca prima di criticare e di stendere veli pietosi,perchè io i documenti originali li ho visti sia ritrascritti e sia in originale. Non so lei. Studi Prof. STUDI mi raccomando e vedrà quante cose dovrà rivedere.

    distinti saluti
    Dr.Inf.Prof.
    Domenico Silla

  • alessio coletta

    inviato da alessio coletta

    Mercoledì, 20 Novembre 2013 22:34

    Templari in Abruzzo - Dr.In.Prof.Domenico Silla,
    sentendomi chiamato in causa a proposito del libro che ho scritto sui Templari in Abruzzo, nonostante sia oberato da impegni di lavoro, non posso fare a meno di precisare alcune questioni che lei ha sollevato.

    Comincerei col chiedermi chi sia questo Dr.In. Prof. Silla che molte volte mi ha telefonato dimostrando una scarsissima attitudine all'ascolto e una morbosa voglia di parlare dei Templari (parlare si fa per dire: lui parla e tu speri cordialmente che finisca prima o poi la sua profusione frenetica di parole).

    La prima volta che ci siamo sentiti, mi ha detto che faceva l'infermiere a Sulmona.
    Forse quell'In. che compare tra i numerosi titoli che infioretta prima del suo nome sta proprio per "Infermiere"? Non so. Certo, un infermiere che sia anche Dottore e per di più Professore non l'avevo mai conosciuto. Oppure l'In. sta per ingegnere e non sa che quel titolo si abbrevia Ing. Comunque, questo suo modo "borbonico" di presentarsi mi fa se non altro giustificare la sua deprimente conoscenza della lingua italiana: letto il suo intervento, Dr. In. (?) Prof. Silla, non posso che consigliarle di riprendere la licenza elementare.

    Cominciamo dall'inizio.
    Lei scrive: "Il libro sui presunti Templari a Roio è purtroppo errato e tramite il telefono ho comunicato all’autore che non ho mai conosciuto di persona che la sua Chiesa principale era maltese."
    Tralascio di commentare la punteggiatura. Posto che un libro non può essere errato, se mai lo può essere un concetto, una notizia (stendiamo un velo pietoso), mi chiedo di quale libro stia parlando. Io non ho mai scritto un libro sui Templari a Roio né tantomeno ho mai sostenuto che ci fossero i Templari a Rojo. Non so quale libro abbia letto, Dr. In. Prof. Domenico Silla...
    Poi mi chiedo perché lei scriva "purtroppo errato": se ha scoperto che il mio libro riporta errori, dovrebbe essere contento e dovrei essere contento anch'io, no? Quindi non si butti giù.

    Quanto al resto della frase, a parte la sintassi a dir poco sconcertante, rimango attonito. "Tramite il telefono" (?!) lei mi ha detto che la Chiesa principale (credo si riferisca alla chiesa principale di Rojo) appartiene all'Ordine di Malta. Bene. E quindi? Sono contento. Io non ho mai sostenuto che la chiesa principale di Rojo non potesse essere appartenuta ai Cavalieri di Malta.

    Lei sostiene: " La Croce patente che si trova a Roio del Sangro non appartiene ai Templari ma all’Ordine Gerosolimitano dei Cavalieri di Rodi e di Malta. La prova storica sicura è descritta sul libro scritto da Pietro Sella pubblicato nella prima metà del 1900, in cui sono segnate tutte le decime che l’autore ha potuto trascrivere dai documenti del 13° e 14° secolo. Roio apparteneva all’epoca alla Diocesi di Trivento ed è nominato con il nome di San Giovanni di Rodi o Rodium con la relativa parte di pagamento."
    A parte il fatto che una prova storica sicura (come dice lei) non può essere descritta, o c'è o non c'è (stendiamo un altro velo pietoso); sperando che la fonte sia stata riportata dal Sella correttamente, mi compiaccio del fatto che tra le decime pagate a Trivento compaia il toponimo S. Johannes de Rodi. Sul sito web del paese, nel link "mitologia" questa fonte è anche riportata e mi ha sempre fatto riflettere la questione, soprattutto perché di San Giovanni in paese non è rimasta neanche l'ombra: un Ordine così blasonato, quello dei Cavalieri di Malta, a Roio... una tradizione così importante, a Roio, ma a Roio nessuna traccia né dell'ordine, né di San Giovanni. Dopo aver dubitato molto mi sono anche chiesto se quel S. Johannes di Rodi che compare nelle decime fosse proprio Roio. Troppi dubbi, mi sono detto, meglio tacere.
    A parte la maiuscola che mette alla parola croce (?!), lei arriva alla conclusione che la croce di Roio non appartiene ai Templari ma all’Ordine Gerosolimitano dei Cavalieri di Rodi e di Malta perché Roio compare nelle decime a Trivento col nome di San Giovanni di Rodi? Raggelo.
    In seconda istanza, Dr. In. (?!) Prof. Silla, la riflessione che ho voluto sollevare con l'analisi di questa croce non era mirata a conoscere a chi tale croce "appartenesse", bensì a quale tipologia iconografica si conformasse facendo confronti pertinenti: io dico infatti che potrebbe corrispondere ad una croce di tipo templare e non che appartiene ai Templari, ammesso che un frammento lapideo che riporta scolpita una croce possa "appartenere" ad un Ordine cavalleresco.
    Lei invece non solo afferma che non "appartiene" ai Templari (!?), ma che "appartiene" ai Cavalieri di Malta. A dir poco pirotecnico. Ciò si chiamerebbe in termini storiografici un delirio interpretativo. Io non ho mai detto che questa benedetta croce appartiene ai Templari! Siccome lei il mio libro non lo ha letto, sicuramente non conosce quello che scrivo a proposito della croce di Roio a pag. 131-132: "Parte dell'affascinante mondo dei simboli che l'arte medievale ci ha trasmesso, spesso può essere ricondotta all'uso che di questi fecero i Templari. Mi riferisco a tanta simbologia sparsa nel territorio abruzzese che, isolata e non supportata da alcun documento, non può consentire di lanciarsi in voli pindarici su eventuali presenze templari. E' il caso della bella croce pattèe con terminazioni gigliate scolpita su una probabile chiave di volta rimossa a scalpello, situata nei sotterranei della parrocchiale di Roio del Sangro." Sulla questione della croce non aggiungo altro.

    Vado ora a quello che lei, Dr. In. Prof. Silla, identifica come "altro errore" nel mio libro.
    Lei dice: "A Penne i Templari non ci sono mai stati dal punto di vista dei possedimenti e Commende".
    A parte il punto di vista dei possedimenti (?), in questo paragrafo lungo sette righe e mezzo, a cui si riferisce, riporto, come specificato in nota, quanto sostenuto dallo studioso F. Bramato in Storia dell'ordine dei Templari in Italia, Roma 1994, e dalla studiosa B. Capone in I Templari in Italia, Milano, 1977. Ma se lei, Dr. In. Prof. Silla, sostiene il contrario, ben venga.
    Dr. In. Prof. Silla, quando scrive: "La Chiesa commendale primitiva di Santa Maria in Borgonuovo fù distrutta..." Ecco... Il "fu" si scrive senza accento.

    Dr. In. Prof. Silla, lei conclude: "Un caro abbraccio a tutti perché Rojo è uno splendido borgo che merita di essere ricordato sotto ogni punto di vista."
    Ci abbracci tutti PERCHE' Roio merita di essere ricordato sotto ogni punto di vista? Ma che vuol dire? Siccome Roio è uno splendido borgo che merita (?) di essere ricordato sotto ogni punto di vista (?) ci abbracci tutti?
    Lei, Dr. In. Prof. Silla, ha qualche problema e forse non solo con la lingua italiana.
    Alessio Coletta

  • inviato da rocco

    Venerdì, 01 Novembre 2013 15:11

    Sig. Domenico le sono molto grato delle notizie che gentilmente ha condiviso
    con noi.
    da sempre ''la festa della montagna'''
    è il continuo della devozione ''alla Madonna di Santa Maria Del Monte'''

    Abbazia ''ricchissima di possedimenti'''

    Ha notizie ''per noi è solo devozione''
    rocco

  • inviato da Domenico

    Venerdì, 25 Ottobre 2013 19:51

    Sulmona 25.10.2013
    Oggetto: Cavalieri Templari a Roio.

    La Croce patente che si trova a Rojo del Sangro non appartiene ai Templari ma all’Ordine Gerosolimitano dei Cavalieri di Rodi e di Malta. La prova storica sicura è descritta sul libro scritto da Pietro Sella pubblicato nella prima metà del 1900, in cui sono segnate tutte le decime che l’autore ha potuto trascrivere dai documenti del 13° e 14° secolo. Rojo apparteneva all’epoca alla Diocesi di Trivento ed è nominato con il nome di San Giovanni di Rodi o Rodium con la relativa parte di pagamento. Soltanto i Cavalieri di Malta riportano il nome dell’isola di Rodi conquistata e colonizzata da un punto di vista ospedaliero ed agricolo-militare dall’allora Gran Maestro Folco di Villaret, che la occupò dopo che i Cavalieri erano stati sconfitti dalle armate di Saladino a San Giovanni d’Acri. Dopo la sconfitta definitiva in TerraSanta l’ordine scelse Cipro per circa un ventennio a Limassol e poi approdò a Rodi. Un importante documento archivistico su internet recita proprio che Rojo era Gerosolimitana riferendosi alla Chiesa principale, traendo spunto proprio dal libro del Sella. Il libro sui presunti Templari a Rojo è purtroppo errato e tramite il telefono ho comunicato all’autore che non ho mai conosciuto di persona che la sua Chiesa principale era maltese.
    Altro errore sul libro. A Penne i Templari non ci sono mai stati dal punto di vista dei possedimenti e Commende, ma vi hanno subito il processo regionale. A Penne c’erano i Cavalieri di Malta ed il Convento delle Suore Gerosolimitane di Malta. La seconda Chiesa costruita dopo il 1436 è intatta e dove dimoravano le Suore vi è ora il Tribunale civile. La Chiesa commendale primitiva di Santa Maria in Borgonuovo fù distrutta da Braccio da Montone nel 1436 ed era fuori la Città. Un caro abbraccio a tutti perché Rojo è uno splendido borgo che merita di essere ricordato sotto ogni punto di vista.

    Distinti saluti
    Dr.In.Prof.
    Domenico Silla

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