Nella media valle del Sangro, alle falde del Monte Lupara (1100 mt s.l.m.), sopra uno sperone di roccia, sorge Roio del Sangro, ridente paese dell'Abruzzo, in provincia di Chieti. Questa fortunata posizione fa di Roio un balcone dal quale si può ammirare uno splendido panorama che va dal Massiccio della Majella fino al mare. Nonostante la sua altitudine (840 mt. s.l.m.) gode di un clima temperato. La costa adriatica dista solo 60 km. e con meno di un'ora si raggiunge la più vicina spiaggia.

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Leggendo il precedente messaggio mi fa ricordare anche a me di una Pasqua di tanti anni fa 1956, quando con Peppino mio fratello nascondevavo delle uova dal pagliaio di mio padre per averne una quarantina e poi fare delle pupe per Pasqua, ma purtroppo qualche giorno prima mio fratello Fernando che ancora non aveva 8 mesi si ammalo' gravemente, Don Libero veniva frequetemente a visitarlo ma a la vigilia

(Villa S. Maria, 1935) Una settimana prima di pasqua, a volte prima ancora della domenica delle Palme, io e la mia piccola sorella Leda cominciavamo a chiedere: “Mamma quando inizi a fare i dolci di Pasqua?”... e mia madre, con tutto il daffare che aveva, trovava sempre la frase adatta a spiegarci “che era troppo presto per iniziare a preparare le pupe ed i castielle, ed aggiungeva come ulteriore e finale

(Storie e Personaggi di Villa Santa Maria)

Il Maniscalco Gaetano era persona dal fisico robusto, l`abbronzatura del viso si accompagnava ad una severita` dello stesso, braccia possenti, mani ruvide e forti.

A volte, Gaetano mi permetteva di girare il ventilatore della forgia; restavo affascinato nel vedere il mutamento di colori che assumeva il carbone; da nero, con l`ausilio del soffio magico della forgia, esso diventava rosso, poi rosso vivo ed infine bianco, al massimo del calore.

Le mie vacanze quando ero piccola, le trascorrevo a Roio del Sangro, ospite di mia nonna *ia,vedendo questa foto mi sono ricordata di come era questo paese prima della guerra.le distruzioni viste in questa foto per opera dei tedeschi in ritirata, mi riportano alla mente la forte figura di mia nonna, la quale pur restando vedova in giovane età, e con due figlie piccole da accudire, senza pensione e senza altri proventi ,riuscì a sostenere la sua famiglia con l’aiuto di un quadrupede , facendo piccoli trasporti locali.Per arrotondare le entrate famigliari faceva la supplente

57 anni fa nel mese di ottobre presi l'aereo della K.L.M. da Roma per un viaggio che doveva condurmi all'estrema punta dell'Africa, e precisamente nella città dell'oro "Johannesburg".

Avevo 21 anni e per la prima volta provai l'emozione di un volo che doveva condurmi da mio marito che lavorava al Carlton Hotel di quella città.La cosa inusuale per quei tempi era sposarsi per procura , cosa che feci senza esitazione ,presa dall'entusiasmo di raggiungere al piu'

Tanti, ma tanti anni, sono trascorsi da quando questa storia è accaduta; io stesso, ne sono stato testimone e anche parte in causa.

A quei tempi, non era di moda la paghetta settimanale;i ragazzi ricevevano qualche lira per le feste natalizie e per quelle padronali;le tasche dei pantaloni erano quasi sempre prive di quel tintinnìo argentino che rallegrava il cuore e rifrancava lo spirito.

La chiave non gira nella toppa della vecchia porta della soffitta; da anni non viene aperta.

Prendo dell’olio e intingo l’estremità della chiave in un barattolo,la inzuppo come facevo nella tazza da bambino col pane nel latte tiepido.

Infilo di nuovo la chiave e sento che la serratura inizia a girare,un’altro giro e la porta con un cigolio degno di un film giallo si apre completamente.

Giovanni, Giovanni! Non ne posso più! Si deve pur vedere cosa ha da farsi! E' da stamattina che giro per casa come una matta! - - Sii buona Concetta, cerca di capire. Non è poi così difficile, sai? Sei tu che vuoi

fartene un dramma per sbarazzartene. - continuò Giovanni - Pensaci un po',non è un soprammobile, sai? Che cosa devo fare? Dimmelo!

Dopo le note curve del bivio Agnone-Capracotta si apriva l'ampia visione della piana di Agnone, distesa lungo il dorso della montagna come la sella sulla spina dorsale di un somaro: intorno, le creste dei monti più alte, il gradino di Prato Gentile e il folto vello boscoso del cerreto, al di là del quale c'era Roio.

La signora Maria aprì a libretto le persiane: filtrò un raggio pieno di pulviscolo dorato che andò a illuminare uno spicchio di legno scuro del grande letto ottocento italiano e poi, dopo un angolo acuto, disegnò una striscia di luce bicolore sul pavimento a mattonelle ottagonali rosso scuro e ocra.

Il vecchio dal letto diede un'occhiata di sbieco. La signora si accomiatò in breve, alquanto brusca: "Ora devo andare, ma fra poco arriva suo

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I Templari

E' uscito alle stampe il saggio sui Templari del nostro compaesano Prof. Alessio Coletta. Dopo un accenno sulla storia di questi

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Vasca di S. Filippo

La ricerca e la pulizia della vasca durante una ricognizione avvenuta nell'agosto 2006.

 

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Veduta aerea su Roio

Riprese aeree effettuate in data 26/05/2009 su Roio del Sangro, Chieti, Italia.

 

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