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12° Trofeo Arvié

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Si è svolta a Roio il 27 luglio 2014  la dodicesima edizione del trofeo Arviè la partecipazione è stata numerosa, in serata pasta e fagioli seguita da arrosticini.


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Letto 2149 volte Ultima modifica il Lunedì, 01 Dicembre 2014 10:11

2 commenti

  • Link al commento Mimmo Domenica, 03 Agosto 2014 15:27 inviato da Mimmo

    Gran bella manifestazione con una notevole partecipazione di atleti non e competitivi. La gara si è svolta dal secondo in poi perché il primo era un fuoriclasse ed è venuto all'Arvié tanto per fare una passeggiata. Tanto per darvi un'idea, io stavo sul balcone della casa di Mirella, proprio in piazza. Gli atleti sono partiti e, per variazioni intervenute a causa del cattivo tempo, hanno fatto il giro intorno al monumento al cuoco e sono tornati in paese lungo la strada che costeggia i giardinetti. Ebbene, un foltissimo gruppi di atleti non ancora girava alla boa del monumento ed il ragazzo che ha vinto già era passato sotto la mia postazione, direzione Chiesa.Gli altri atleti hannp penato e sofferto (il secondo è arrivato al traguardo parecchi minuti dopo il primo) e la competizione tra loro è stata bella e costante. Qualcuno, rarissimo, ha accompagnato una o più atlete, facendole arrivare insieme e prima del gentiluomo. Purtroppo sono ripartito e non ho potuto assistere al dopo ma non mi sono privato delle premiazioni che avvenivano, anche durante la gara principale, su alcune balle di paglie sistemate nella piazza/balcone; per quinta una antica ruota di carro. Che dire, amici cari, queste sono manifestazioni che restano nella storia di Roio, nel cuore dei roiesi e degli atleti e loro parenti/amici che hanno felicemente e serenamente occupato il paese con la loro presenza, i loro figli e la gioia dello sport, quello sano, quello, quello non violento. Chi ha arecchie intenda!!!

  • Link al commento Mimmo Galluppi Martedì, 05 Agosto 2014 00:14 inviato da Mimmo Galluppi

    Che strano mondo è quello in cui viviamo; siamo invasi da tuttologi a cui abitualmente io, per mia superbia ed arroganza, non rivolgo nemmeno il saluto. Di converso, qualcuno di loro si sente in diritto di esprimere il proprio inconsistente ed immotivato diniego per ciò che scrivo, non scrivendo e confutando a sua volta ma tentando una ridicola messinscena di disprezzo linguistico più personale che letterario: è il modo più meschino e puerile di esprimere la propria assenza di idee..
    Questa sera stavo serenamente e pacificamente discutendo con Filippo Sciaurt dei massimi sistemi astrologici, compiacendomi delle sue profonde conoscenze in materia. Si è avvicinato un individuo (non so nemmeno come si chiama) che mosso chissà da quali effluvi o turbe, si è seduto al nostro tavolo (non invitato) e, con un'aria da pseudo intellettuale, interrompendo alla "roiese" la discussione intrattenuta, ha simulato una contestazione incongruente sulla lunghezza del mio precedente intervento dicendo con arroganza (forse pensava di intimorirmi?): ehi tu, Mimmo Galluppi, dovresti essere più (non conosceva l'aggettivo da usare e mimava con le dita di una mano: concisione). Si è compiaciuto di giudicare "positivo" (bontà sua!!!!) il mio commento. Gli ho risposto che per me le sue parole erano musica divina ; è il mio gentile per dimostrargli il mio disprezzo. Non soddisfatto insisteva sul concisione e sul positivo. Positivo per chi? Io sono un uomo libero; non ho padroni. Liberamente esprimo, con argomentazioni valide (almeno per me e salvo prova contraria), le valutazioni degli eventi di cui scrivo. Se scrivo, per esempio, di delinquenti locali che praticano il bracconaggio, forse il mio commento sarà giudicato "negativo" da costui? Non esiste, salvo fascisterie e faziosità, il positivo o il negativo: esistono i fatti. Capisco tanta acredine espressa da uno che non ho, né vorrei, come amico e forse nemmeno come conoscente (lo ripeto non so come si chiama e non mi interessa saperlo) ma ipotizzo il perché strumentale di questa saccente aggressività (salvo un serale uso spropositato di vino). Insisto, io non ho padroni da compiacere e questo dà fastidio a chi non può vivere senza un padrone.

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