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Mastrangelo Santino

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Dentro l'HHMI

Mentre i pasti in HHMI nascono, Santino Mastrangelo racconta la sua vita intorno ad una cucina.

Cibo,Glorioso cibo La piccola cittadina di Roio Del Sangro, nei pressi del mar adriatico, in Abruzzo, ha una fiera tradizione di produrre ottimi cuochi. Qui i ragazzi cominciano ad imparare l’arte della cucina in giovane età, e spesso lasciano il loro paese durante l’adolescenza per affinare le loro capacità sotto la guida di maestri dell’arte culinaria nelle grandi città. Così fu per Sante Mastrangelo, capo cuoco dell’ HHMI, il cui padre lo avvertì quando partì per Roma all’età di 13 anni: “ fai in modo di non tornare troppo presto, perché, se non avrai successo, la porta sarà chiusa. Aspre come potrebbero suonare, Mastrangelo ricorda le parole del padre come piene d’amore e di saggezza. “è stata una cosa che ha fatto bene a dire, mi ha fatto crescere in fretta”, ricorda. Ascoltò suo padre e lavorò sodo a Roma, applicandosi come apprendista del capo cuoco dell’ambasciata svizzera e successivamente cucinando per le ambasciate Argentina e Maltese. Nel 1969, all’età di 18 anni, Mastrangelo partì dall’Italia per l’America. Arrivò a Washington, dove i suoi due fratelli, anch’essi cuochi, erano andati prima di lui. Mastrangelo trascorse poi 14 anni come cuoco dell’ambasciata australiana, tornando brevemente nella sua cittadina per sposare Giuseppina, la ragazza che aveva lasciato lì. Oggi la coppia vive nel Maryland, hanno due figli. Nel 1986, un amico nel giro dei ristoranti gli mise un pezzo di carta in tasca, dicendo, “ chiama questo numero, cercano un cuoco “. Il numero era dell’ HHMI. In quei giorni l’istituto stava cominciando a spostare le sue funzioni amministrative dalla Florida al Maryland, anche se non si era ancora spostato nella sua attuale località di Chevy Chase. Mastrangelo avrebbe viaggiato fino a Coconut Grove, in Florida, sede di molte conferenze scientifiche, per cucinare. Oppure avrebbe trasportato cibo dalla sede dell’HHMI a Dentro l'HHMIEthseda in posti per incontri. La maggior parte degli eventi fu esente da contrattempi, ma non tutti. Rabbrividendo alla memoria, Mastrangelo ricorda una sera del 1990. Lui e il suo staff stavano trasportando porzioni di zuppa, verdura e bistecche di pesce spada da Bethseda ad un forno di riscaldamento in un sito di incontro. Quando un suo assistente aprì il forno, il calore che ne uscì fece scoppiare l’impianto di irrigazione. “Tutto era allagato”dice  Mastrangelo . “abbiamo dovuto portare tutti quanti in un ristorante cinese. Mi sono sentito come se volessi scomparire dalla faccia della terra”. Per fortuna tali disastri sono rari. Oggi Mastrangelo gode non solo dell’approvazione dello staff dell’HHMI, ma anche della fiducia del suo team in cucina. La moglie di Mastrangelo, Giuseppina, lavora nella cucina. Il gruppo include anche Hector Aicon, Anna Corsini, Armando Ferriera, Laura Greiner, Durmus Karaman, Armerina Malandrucco e Maria Rodrigues, come anche quattro membri di un’altra famiglia, due fratelli originari della Turchia, Ibrahim e Yusuf Sisman e le loro mogli, Hacer e Gulseven.“ Sono molto fortunato ad aver un gruppo di persone così bello”dice  Mastrangelo. “Lavoriamo molto bene insieme e consideriamo l’HHMI come la nostra casa. Siamo tutti fieri di quello che facciamo. Mastrangelo crea i menù giornalieri, così come quelli per le conferenze, per favorire menù che bilancino preferenze per costolette di prima qualità e cheeseburgers con quelle per pesce ed altre alternative alla carne rossa. “Facciamo tutto al momento” dice Mastrangelo.Quasi tutto è fresco, non apriamo quasi mai scatole e non teniamo mai una grande quantità di cibo, nulla va in congelatore”.Le conferenze dell’HHMI spesso premiano il suo lavoro, “è tipico per uno scienziato tornare dal suo laboratorio dicendo, i discorsi erano belli ma il cibo era cattivo” , dice Thomas Cech, presidente dell’HHMI. “dopo una conferenza nel quartiere generale dell’HHMI il commento potrebbe essere, i discorsi erano ottimi, e il cibo era favoloso !”. Da vero italiano Mastrangelo vorrebbe servire un po’ più di pasta, ma quello è un amore che lui coltiva in casa, dove è anche il capo cuoco. I suoi figli ora sono cresciuti, e anche se nessuno di loro è diventato un cuoco (uno di loro aspetta di finire gli studi; l’altro lavora come controllore), sembra che abbiano preso esempio da loro padre nello stesso modo in cui egli lo aveva preso dal suo.“Ammiro mio padre perché è saggio e si comporta con calma nelle situazioni difficili” suo figlio Donato scrisse in un compito per casa assegnatogli nel 1986, quando aveva 12 anni.“Lo ammiro anche perché da povero ragazzo cresciuto in una piccola città italiana ha guadagnato abbastanza soldi per farsi un’educazione…… ma lo ammiro soprattutto per la sua conoscenza che ha avuto, mentre cresceva, da suo padre”. La composizione incorniciata è appesa sul muro dell’ufficio di Mastrangelo, e ai visitatori egli dice; “Ci ha preso A”.

 

 

 

 

 

 

 




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Letto 4736 volte Ultima modifica il Martedì, 08 Maggio 2012 12:18

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