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Ciao, sono NIcolino Cese e mi occupo della manutenzione di questo sito.

Foto di piante ed arbusti.

Presepe 2011

Il Dio che si fa carne penetra dai cieli nel cuore della terra e dell'umanità diventando il compagno del viaggio di ogni uomo. Cristo è il cuore che pulsa di un amore immenso, di un amore capace della grandezza del perdono e del dono di sé fino alla morte. Ascoltare le profondità


della vitasignifica ascoltare le profondità di questo amore infinito pronto a sorreggerci sopratuttoquando il male ferisce e lascia come perdere il senso della speranza. L'invito è quello di ascoltare il battito e il ritmo di questa fraternità divina per divenire sempre più persone che sanno amare. Buon Natale

Presepe 2010

L'unione con Cristo, il Figlio, l'Amato, suscita un nuovo rapporto fra l'uomo e il creato, caratterizzato non più dall'antagonismo e dal dominio, come quello prodotto dal peccato, ma dal rispetto e dall'accoglienza verso tutto ciò che esiste. (..)


Chi segue Gesù impara da Lui a rispettare i gigli del campo e a vivere in comunione con tutto ciò che esiste.

(Mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti)

 

Il presepe di quest'anno è dedicato alla questione del rispetto della natura e dell'ambiente in cui viviamo: la fede cristiana, nel ricevere l'amore da Dio e nell'esprimere e il lasciarsi ispirare da tale amore, coinvolge non solo il rapporto con le altre persone ma anche il mondo in cui si vive.

L'importanza dell'educazione a questo è sottolineata dalla scuola come luogo dove si inizia ad insegnare sia il rispetto degli altri, sia del luogo fisico in cui si vive.

L'albero sotto il quale nasce Gesù rappresenta non solo la vita col suo felice rigoglio, ma sta a significare anche l'adombramento della croce (l'albero della croce) che si staglia fin dall'inizio della esistenza del Cristo. Così da una parte vi è il peccato che a livello di ambiente è rappresentato dal degrado della spazzatura; e dall'altra vi è l'amore come dono di sé che ispira alla costruzione di un mondo pulito: a livello fisico e a livello morale.

Presepe 2009

Il presepe di quest'anno vede nascere Gesù su una barella in quando è dedicato agli ammalati e a tutti quelli colpiti da sofferenze fisiche come la vecchiaia (rappresentata dalla persona anziana e dalla casa di riposo),


dalle sofferenze inflitte dalla guerra (rappresentate da un soldato ferito e che ha sullo sfondo i carri armati), da una persona invalida e da un terremoto (che ha sullo sfondo il paesaggio di desolazione che lascia un sisma di proporzioni gravi come quello dell' Aquila). E' in mezzo a tutte queste sofferenze che nasce Gesù con la sua speranza infinita e divina: ciò di cui abbiamo bisogno di fronte allo scoraggiamento che prende la vita quando si pensa ad un futuro incerto e oscuro. Che la luce di un amore grande e infinito come quello di Cristo possa raggiungerci sempre più e illuminare tutte le persone del mondo. Auguri di buon Natale a tutti.

Presepe 2007

L'ispirazione del presepe di quest'anno è venuta pensando a tutti i lavoratori roiesi (di ieri e di oggi) che sono partiti dal paese per andare in altre nazioni o regioni d'Italia è un modo per ricordare le loro sofferenze. te loro fatiche e l'amore che li ha sostenuti nel sacrificio per la propria famiglia.


Assieme a questi roiesi il pensiero va a tutto il Mondo dei lavoratori con l'augurio che Gesù nasca e continui a nascere nella risposta concreta alle aspettative di rispetto e giustizia contro lo sfruttamento e il precariato ricordati dal Papa nel suo messaggio del 19 ottobre 2007 in occasione del centenario della prima settimana sociale dei cattolici italiani.
Auguri di Buon Natale a tutti.

La Chiesa (...) se da una parte riconosce di non essere un agente politico, dall'altra non può esimersi dall'interessarsi del bene dell'intera comunità civile. in cui vive ed opera, e ad essa offre il suo peculiare contributo formando nelle classi politiche e imprenditoriali un genuino spirito di verità e di onestà, volto alla ricerca del bene comune e non del profitto personale.
(dal messaggio di Benedetto XVI per il centenario della prima settimana sociale dei cattolici italiani, 19.10.2007) 

La cronaca quotidiana mostra che la società del nostro tempo ha di fronte molteplici emergenze etiche e sociali in grado di minare la sua stabilità e di compromettere seriamente il suo futuro. (...) Quando la precarietà del lavoro non permette ai giovani di costruire una loro famiglia, lo sviluppo autentico e completo della società risulta seriamente compromesso.
I cattolici italiani sappiano cogliere con consapevolezza la grande opportunità che offrono queste sfide e reagiscano non con un rinunciatario ripiegamento su se stessi, ma, al contrario, con un rinnovato dinamismo, aprendosi con fiducia a nuovi rapporti e non trascurando nessuna delle energie capaci dí contribuire alla crescita culturale e morale dell'Italia.
Dal messaggio di Benedetto XVI per il centenario della prima settimana sociale dei cattolici italiani, 19.10.2007)


Presepe 2006

Il Natale è sempre stata l'occasione per ricordare che ogni uomo o donna incontrati, sono fratelli: dagli immigrati che approdano sulle coste d'Europa alla ricerca di una speranza, agli ebrei, ai musulmani e a chi professa altre religioni. Ricordando il suo recente viaggio in Turchia,


durante l'udienza del mercoledì 6 dicembre 2006, il papa Benedetto XVI ha detto:La divina Provvidenza mi ha concesso di compiere un gesto inizialmente non previsto e che si è rivelato assai significativo: la visita alla celebre Moschea blu di Istambul. Sostando qualche minuto in raccoglimento in quel luogo di preghiera, mi sono rivolto all'unico Signore del cielo e della terra, Padre misericordioso dell'intera umanità. Possano tutti i credenti riconoscersi sue creature e dare testimonianza di vera fraternità . Facciamo nostro questo augurio e desiderio di fraternità che spinge ad acogliere tutti in modo concreto e autentico rompendo ogni meschino egoismo per instaurare in noi e nella società, una vera ansia di giustizia e amore. Buon Natale a tutti.

Presepe 2005

Gesù è nato,più di 2000 anni fa, in una stalla: uno dei luoghi frequentato dai poveri, da quelli che vivevano al margine della società ebraica. Non si può pensare che se nascesse oggi sceglierebbe uno dei barconi degli immigrati? Oppure una cittadina terremotata del Pakistan? O un ospedale... là dove si riversano e si incontrano sofferenze di ogni tipo?


Benedetto XVI ha detto che il vero regalo per il Natale è l'amore... quello disinteressato, quello che non chiede il tornaconto, quello che sa esprimere solidarietà nei confronti di qualsiasi essere umano.

La piccola sorella Megdeleine diceva: << Nessuna razza, nessun popolo, nessun essere umano deve essere escluso dal tuo amore, sia quelli delle terre più lontane che quelli degli ambienti più ostili e meno accessibili >>.

Facciamo nostre queste due benefiche provocazioni trasformandole in gesti di fraternità...di amore concreto.

Buon Natale.

Presepe 2004

Il presepe di questo Natale 2004 desidera ricordare il fatto che quest’anno è stata la regione Abruzzo a consegnare l’olio della lampada che arde dinanzi alla tomba di S. Francesco ad Assisi. Il presepe è rappresentazione della nascita di Cristo e di quanto hanno fatto per l’umanità

Lui e i suoi seguaci ispirati dal suo messaggio. Qui si è tentato di rappresentare il ricordo della nascita di Gesù bambino assieme alla nascita in Cristo (nella fede ) di S. Francesco unendo i pastori che vanno verso Cristo al Santo di Assisi che altrettanto ha fatto attraverso vari episodi della sua vita.

La prima scena è quella della scelta della povertà da parte di S. Francesco dinanzi al vescovo della città: il gesto fisico e simbolico è stato quello dell’abbandono degli abiti e del prendere il “sacco” della penitenza. Vuole ricordarci l’attaccamento a ciò che vale davvero nella vita: una vita fatta d’amore spesa per gli altri     con  grande spiritosi di libertà,senza paure ed egoismi.

 La seconda scena è quella della foresta. Questo è posto famoso perché qui il santo compose il bellissimo Cantico di frate Sole: un modo di concepire il rapporto con la natura rispetto e amorevole che oggi, con lo sfascio dell’ambiente provocato dall’inquinamento, dovremmo ricordare con attenzione. La scena centrale (dove c’è la capanna fatta di pietre) rappresenta I'Averna La capanna è stata fatta qui perché in quel posto S. Francesco ha ricevuto il dono delle stimmate in un un periodo davvero difficile della sua vita.

Sull’Averna dunque, il santo si e unito a Cristo ancora più fortemente e Dio attende ognuno di noi sul monte spirituale delle Beatitudini vissute per donarci la stessa felicità che pervase l'esistenza di S. Francesco. La scena successiva rappresenta il viaggio che S. Francesco fece per incontrare il temibile Saladino capo dei musulmani dell'epoca. Il fine era quello di evitare la guerra tra cristiani e islamici per il sepolcro di Gerusalemme. La visita. anche se non ottenne l'esito sperato perché vi fù la guerra. un frutto lo diede: da quel momento i francescani divennero l'unica presenza cristiana ammessa nel mondo islamico. Questo episodio sta a ricordarci il dovere di lottare per la pace sempre e comunque e con la speranza che sostenne il santo nel suo viaggio. L'ultima scena rappresenta il famoso episodio del Lupo di Gubbio. Questi non era un animale ma era un famoso brigante che S. Francesco riuscì a convertire alla vita del Vangelo. Anche noi dobbiamo sforzarci di convertire sempre di più la nostra vita verso Cristo e ad avere la stessa speranza francescana che ogni uomo possa cambiare in meglio la sua esistenza tornando ad amare così come ci ha insegnato il Dio fatto uomo. Santo Francesco, spinto dal zelo della fede di Cristo e dal desiderio, del martirio, andò una olia oltremare con dodici suoi compagni santissimi. decisi ad andare dal sultano di Babilonia (...) E quando fui davanti a lui. Santo Francesco. Ammaestrato dallo Spirito Santo. Predicò così divinamente della fede di Cristo, e disse che per quella fede essi sarebbero stati disposti ad entrare nel fuoco. (...) I ) Da quel punto, in poi il sultano lo udiva volentieri, e lo pregò che tornasse spesse volte da lui, concedendo liberamente a Lui e ai suoi compagni di poter predicare ovunque piacesse loro. I diede loro, un lasciapassare, per il quale non potessero essere offesi da persona. Avuta dunque questa licenza così libera, santo Francesco mando quei suoi eletti compagni. a due a due, in diverse parti dei Saraceni a predicare la lede di Cristo. (Fioretti di san Francesco, capitolo 24)  Dal discorso di san Francesco al lupo di Gubbio: <  (Fioretti di san Francesco, capitolo  21) 


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