La Chiesa

Dipinto del 1864

La NostraChiesa

E’ presumibile che l’attuale parrocchiale di Santa Maria Maggiore sia frutto di un intervento di ricostruzione o di ampliamento avvenuto agli inizi dell’Ottocento; l’unica data reperibile sull’edificio, infatti, è il 1832, riportata sull’architrave del portale laterale

Chiese negli anni

       Chiese esistite sul territorio di Roio sia all'interno che all'esterno delle mura:
  1 - S. Maria Maggiore (S. Maria ad Nives) era situata nell'abitato (Porta da Capo)
  2 - S. Angelo o S. Michele Arcangelo (chiesa rettorale) era situata fuori dalle mura     .....(La Penna),               precedentemente edificata a Roitello in località "Coste S. .......Angelo"
  3 - S. Rocco e S. Antonio di Padova (chiesa=altare e cappella=chiesa) era situata .......fuori le mura                         (Porta da Piedi=attuale piazza)
  4 - S. Sebastiano fuori dalle mura in località Cortino vicino Villa S. Maria)
  5 - S. Giovannni di Roio e S. Antonio Abate era situata sul Tratturo
  6 - S. Nicola dove si trova ora

VECCHIE FOTO DELLA CHIESA

Vecchie  Festività

  • 5 Agosto festa di S. Maria della Neve
  • 8 Settembre Festa di S. Maria Maggiore

Ingresso Basilica

Diocesi di Trivento

La facciata d'ingresso nella parte alta del paese.

Chiesa

San Nicola

La nuova ..chiesa ormai non più in uso ed in stato di abbandono.

Nuovo portone

Presepi

Vecchia chiesa di S.Nicola con portone restaurato.

Vecchia campana

La Campana

La vecchia campana esposta all'ingresso della chiesa di S.Maria Maggiore.

Quadro

Quadro

La facciata d'ingresso nella parte alta del paese.

S. Maria MAggiore

Reliquie

La nuova ..chiesa ormai non più in uso ed in stato di abbandono.

Icona

Sacra Famiglia

Vecchia chiesa di S.Nicola con portone restaurato.

Processione

Corpus Domini

La vecchia campana esposta all'ingresso della chiesa di S.Maria Maggiore.

San Nicola

Il Centro

Inaugurazione

Il Concerto

Vecchia chiesa di S.Nicola con portone restaurato.

San Filippo Neri

Firenze ha la gloria d'avergli dato i natali nel 1515. D'indole dolce, nel medesimo tempo forte, prese la carriera ecclesiastica. Essendo anno di carestia, colle sue eloquenti prediche costringeva i ricchi a soccorrere i poveri, intimando loro i castighi di Dio, se non lo facevano. Egli ebbe molto a soffrire per le calunnie lanciategli ingiustamente. Aiutò S. Camillo a fondare le Congregazioni dei Chierici Regolari per il servizio degli infermi: fondò l'Ospedale della S.S. Trinità. Aiutava, consigliava, correggeva, non voleva che fossero derise le cose sante, e coll'esempio, più che con le parole, predicava. Ordinò al discepolo Baronio d'intraprendere l'opera degli Annali della Chiesa per confutare quelli dei Centuriatori di Magdeburgo infetti di eresia. Le opere sue risplendono nella Chiesa e si meritò d'essere assistito dagli Angeli e da Maria S.S. nel punto della sua morte che fu nel 1595.

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Chiesa e società a Trivento. Storia di una diocesi di regio patronato in età spagnola

Tesi di Dottorato in Storia della società italiana (XIV-XIX secc.)

Leggi l'articolo

Presepe 2016

Il Battesimo è il sacramento della nascita nella fede attraverso la partecipazione alla morte e resurrezione di Gesù Cristo. Tale sacramento lo si è ricevuto per diventare, sempre di più, cristiano: persona che sa amare perchè amata dal Cristo.


Natale è quando il Cristo nasce nel nostro cuore e diventa gesto di tenerezza, fraternità e carità verso le persone con cui si vive e sopratutto verso i poveri.

Nel buio di ogni miseria ed egoismo umani ognuno possa sentire la luce di gesti concreti d'amore e solidarietà; ognuno possa diventare un portatore di gioia e pace!

Buon Natate e un buon inizio d'anno a tutti.

Presepe 2015

La Santa Famiglia di Nazareth sa bene che cosa significa una porta aperta o chiusa, per chi aspetta un figlio, per chi non ha riparo, per chi deve scampare al pericolo. Le famiglie cristiane facciano della loro


soglia di casa un piccolo grande segno della Porta della misericordia e dell'accoglienza di Dio. E' proprio così che la Chiesa dovrà essere riconosciuta, in ogni angolo della terra: come la custode di un Dio che bussa, come l'accoglienza di un Dio che non ti chiude la porta in faccia, con la scusa che non sei di casa. Con questo spirito ci • avviciniamo al Giubileo: ci sarà la porta santa, ma c'è la porta della grande misericordia di Dio! Cì sia anche la porta del nostro cuore per ricevere tutti il perdono di Dio e dare a nostra volta il nostro perdono, accogliendo tutti quelli che bussano alla nostra porta.

(Udienza generale Mercoledì, 18 novembee 2015 Papa Francesco)
Buon Natale a tutti!

Chiese negli anni

Chiese esistite sul territorio di Roio sia all'interno che all'esterno delle mura:

1 - S. Maria Maggiore (S. Maria ad Nives) era situata nell'abitato (Porta da Capo)
2 - S. Angelo o S. Michele Arcangelo (chiesa rettorale) era situata fuori dalle mura (La Penna), precedentemente edificata a Roitello in località "Coste S. Angelo"
3 - S. Rocco e S. Antonio di Padova (chiesa=altare e cappella=chiesa) era situata fuori le mura (Porta da Piedi=attuale piazza)
4 - S. Sebastiano fuori dalle mura in località Cortino vicino Villa S. Maria)
5 - S. Giovannni di Roio e S. Antonio Abate era situata sul Tratturo
6 - S. Nicola dove si trova ora

Presepe 2014

Il presepe di quest'anno ruota attorno al simbolo della porta che rappresenta il cuore dell'umanità dinanzi al Cristo che bussa.


                                                         «Ecco, io sto alla porta e busso: se       «lo sono la porta. Chi per me

                                                             uno sente la mia voce e mi apre, io       passerà; entrerà, uscirà e troverà

                                                         entrerò da lui e cenerò con lui ed       pascoli» (Gv. 10,9)

                                               egli con me» (Ap. 3, 20


Aprire il cuore a Cristo è aprirlo ai volti non solo del bambino Gesù, di Maria sua madre e di Giuseppe suo padre di adozione; ma anche a tutti i volti che incontriamo giorno per giorno e che chiedono di essere amati e accolti e da cui riceviamo tanta fraternità.

La porta è anche Gesù stesso che conduce gli uomini a incontrarsi fra loro e con Dio tramite la Chiesa: sostegno e punto di unione per chi desidera amare riconoscendo di essere amato per primo da Dio stesso.

L'augurio è che ognuno possa mantenere sempre aperta la porta del proprio cuore a Cristo e agli altri assaporando la gioia di donarsi. Buon Natale a tutti.

 

 

 




La Diocesi di Trivento

Una interessante tesi di Laurea incentrata sulla Diocesi di Trivento in età Spagnola.

Al suo interno vi sono riportate notizie sul nostro territorio ed in particolare sulle chiese che vi erano insediate.


 Rojo all'epoca aveva 8 chiese e precisamente:

S. Maria delle neve / S. Maria Maggiore (chiesa madre)
S. Angelo
S. Antonio di Padova
S. Antonio di Vienne
S. Nicola di Bari
S. Rocco
S. Michele Arcangelo (extramoenia)
S. Sebastiano (extra moenia)

 

Presepe 2013

Il presepe di quest'anno ripropone quegli aspetti fondamentali della vita cristiana che si chiamano virtù: fede, speranza e carità. In modo particolare si è voluto evidenziare la seconda perchè in un mondo in cui si percepisce tanta disperazione e senso di angoscia c'è bisogno di speranza: di quella luce giovane e bella che rende forti e capaci di proiettarsi verso il futuro senza paure.


   La fede è rappresentata dall'arcobaleno che ricorda l'alleanza, il rapporto di fiducia che Dio ha voluto stabilire con gli uomini e le donne di tutta la terra. La carità è rappresentata dalle mani da cui parte l'arcobaleno che sono segno di solidarietà e di una esistenza fatta di dono. La speranza è la luce della stella che illumina le tante notti dell'anima e di quelle situazioni in cui a ognuno sembra di essere abbandonati: la giovane luce bambina di cui parla il poeta francese Peguy e che illumina i gesti di fiducia e solidarietà.

    Questi tre aspetti vitali sono unificati nella figura di Gesù bambino: apice della fede, esistenza fatta carità vivente e giovane e calda luce di speranza che rende forti e coraggiosi... pronti ed amare, ad assaporare gioia e a donarla agli altri.

Buon Natale a tutti.

 

 

PORTICO DEL MISTERO DELLA SECONDA VIRTU'

 

La fede non mi stupisce, non è stupefacente
Risplendo talmente nella mia creazione.
Nel sole e nella luna e nelle stelle.
In tutte le mie creature....

La carità va da sé. Per amare il prossimo c'è solo da lasciarsi andare, c'è solo da guardare una simile desolazione. Per non amare il prossimo bisognerebbe farsi violenza, torturarsi, tormentarsi, contrariarsi. Irrigidirsi. Farsi male. Snaturarsi, prendersi a rovescio, mettersi a rovescio. Riprendersi. La carità è tutta naturale, tutta zampillante, tutta semplice, tutta alla buona. E' il primo movimento del cuore. E' il primo movimento che è quello buono. La carità è una madre e una sorella....

Per non amare il prossimo, bambina, bisognerebbbe tapparsi gli occhi e gli orecchi. A tante grida di desolazione...

Ma la speranza, dice Dio, ecco quello che mi stupisce. Me stesso. Questo è stupefacente.

Che quei poveri figli vedano come vanno le cose e che credano che andrà meglio domattina.
Che vedano come vanno le cose oggi e che credano che andrà meglio domattina.
Questo è stupefacente ed è proprio la più grande meraviglia della nostra grazia. E io stesso ne sono stupito.
E bisogna che la mia grazia sia in effetti di una forza incredibile.

E che sgorghi da una fonte e come un fiume inesauribile.
Da quella prima volta che sgorgò e da sempre che sgorga.

Perchè le mie tre virtù, dice Dio.
Le tre virtù mie creature.
Sono esse stesse come le mie altre creature.
Della razza degli uomini.
La fede è una Sposa fedele.
La Carità è una Madre.

La Speranza è una bambina da nulla.
Che è venuta al mondo il giorno di Natale dell'anno scorso.
Che gioca ancora con babbo Gennaio.

Eppure è questa bambina che traverserà i mondi.
Questa bambina da nulla.
Lei sola, portando le altre, che traverserà i mondi compiuti.

Come la stella ha guidato i tre re fin dal fondo dell'Oriente.
Verso la culla di mio figlio.
Così una fiamma tremante.
Lei sola guiderà le Virtù e i Mondi.

Una fiamma bucherà delle tenebre eterne...

La piccola speranza avanza tra le sue due sorelle grandi e non si nota neanche...

E non si fa attenzione, il popolo cristiano non fa attenzione che alle due sorelle grandi.
La prima e l'ultima.

E non vede quasi quella che è in mezzo.
La piccola, quella che va ancora a scuola.
E che cammina. Persa nelle gonne delle sue sorelle.
E crede volentieri che siano le due grandi che tirino la piccola per mano.
In mezzo. Tra loro due.
Per farle fare quella strada accidentata della salvezza.
Ciechi che sono che non vedono invece
Che è lei nel mezzo che si tira dietro le sue sorelle grandi.
E che senza di lei loro non sarebbero nulla.
Se non due donne più anziane.
Due donne di una certa età. Sciupate dalla vita.

E' lei, quella piccina, che trascina tutto.
Perchè la Fede non vede che quello che è.
E lei vede quello che sarà.
La Carità non ama che quello che è.
E lei, lei ama quello che sarà.

Dio ci ha fatto speranza. Ha cominciato. Ha sperato che l'ultimo dei peccatori,
che il più infimo dei peccatori lavoresse almeno un pò alla sua salvezza,
sia pure poco,
poveramente, che se ne sarebbe occupato un pò.
Lui ha sperato in noi, sarà detto che noi non spereremo in lui?
Dio ha posto la sua speranza, la sua povera speranza in ognuno di noi,
nel più infimo dei peccatori.
Sarà detto che noi infimi, che noi peccatori, saremo noi che non porremo la nostra speranza in lui?

Dio ci ha affidato suo figlio, ahimè, ahimè.
Dio ci ha affidato la nostra salvezza, la cura della nostra salvezza.
Ha fatto dipendere da noi e suo Figlio e la nostra salvezza, e anche la sua speranza stessa;
e noi non riporremo la nostra speranza in lui.

Mistero dei misteri, che riguarda i misteri stessi.
Egli ha messo nelle nostre mani, nelle nostre deboli mani,
la sua speranza eterna, nelle nostre mani passeggere.
Nelle nostre mani peccatrici.
E noi, noi peccatori, non metteremo la nostra debole speranza nelle sue mani eterne?

Qual è questa virtù, questo segreto, che cosa occorre dunque che ci sia di così straordinario.
Nella penitenza, perchè questo peccatore, perchè uno valga cento, o insomma novantanove,
(Per contar giusto),
Perchè questo peccatore valga altrettanto,
Perchè questo peccatore, questo solo peccatore che fa penitenza valga altrettanto, rallegri,
susciti tanta gioia nel cielo quanto novantanove giusti che non hanno bisogno di penitenza?
E perchè questa pecorella smarrita dia tanta gioia al pastore, al buon pastore,
che egli lascia nel deserto, in deserto, in un luogo abbandonato, le novantanove che non s'erano smarrite?
In cosa, qual è dunque questo mistero,
In cosa uno può valere novantanove?
Non siamo tutti figli di Dio. Ugualmente allo stesso modo?
In cosa, come, perchè una pecora vale novantanove pecore.

Bambina, bambina, lo sai, di che si tratta. E' giusto?
E' che era perita; e che è stata trovata.

E' che era morta ; e che è rivissuta.
E' che era morta; e che è risuscitata.


Perchè bisogna prendere tutto alla lettera, bambina,
Letteralmente come Gesù era morto ed è risorto di tra i morti, così quella pecora era perduta,
così quella pecora era morta, così quell'anima era morta e dalla sua propria morte è risorta di tra i morti.

Essa ha fatto tremare il cuore stesso di Dio.
Del tremore del timore e del tremore della speranza.
Del tremore stesso della paura.
Del tremore di un'inquietudine mortale.
E in seguito, e così, e anche di ciò che è legato al timore,
alla paura, all'inquietudine con un legame che non si può slegare,
con un legame che non si può sfare,
Temporale, eterno, con un vincolo che non si può sfare
Ha fatto tremare il cuore di Dio
Del tremore stesso della speranza
Ha introdotto nel cuore stesso di Dio le teologale
Speranza.

Perchè tutto gli altri Dio li ama in amore.
Ma quella pecora Gesù l'ha amata anche in speranza.

Bisogna prendere tutto alla lettera, bambina. Dio ha sperato,
Dio ha atteso da Lui.
Dio, che è tutto, ha avuto qualcosa da sperare, da Lui, da quel peccatore.
Da quel nulla. Da noi. E' stato messo, a questo punto, si è messo a questo punto,
in questa condizione da aver da sperare, da attendere da quel miserabile peccatore.

Tale è la forza di vita della speranza, bambina,
La forza di vita, la promessa, la vita, la forza di vita e di promessa che sgorga nel cuore della speranza...

Singolare virtù della speranza, singolare mistero, questa non è una virtù come le altre,
è una virtù contro le altre.
Prende in contropiede tutte le altre, S'addossa per così dire alle altre, a tutte le altre.
Le supera per così dire,  va contro corrente.
Risale la corrente delle altre.
Non è una schiava,questa bambina è irriducibile.
Lei replia per così dire alle sue sorelle; a tutte le virtù, a tutti i misteri.
Quando loro scendono lei sale, (è molto ben fatto,)
Quando tutto scende solo lei risale e così le doppia, le decuplica, le allarga all'infinito.

Spaventosa libertà dell'uomo.
Noi possiamo far fallire tutto.
Noi possiamo essere assenti.
Non esser li il giorno che veniamo chiamati.
Possiamo non rispondere alla chiamata
(Eccetto che nella vallata del Giudizio)
Spaventoso favore.
Possiamo mancare a Dio.
Ecco il caso in cui s'è messo,
Il bruto caso.
S'è messo nel caso di aver bisogno di noi.
Che imprudenza. Che fiducia.

Ben posta, mal posta, questo dipende da noi.
Che speranza, che testardagine, che partito preso, che forza incurabile di speranza.
In noi.
Che spoliazione, di sè, del suo potere.
Che imprudenza.
Che mancanza di previsione, di previdenza.
Di provvidenza di Dio.
Noi possiamo far difetto.
Noi possiamo venir meno.
Noi possiamo non esserci.
Spaventoso favore, spaventosa grazia.
Colui che tutto si rivolge a colui che non può far nulla.
Colui che fa tutto ha bisogno di colui che non fa nulla.
E come noi suoniamo a distesa la nostra Pasqua.
A gran distesa, nelle nostre povere , nelle nostre trionfanti chiese,
nel sole e il bel tempo del giorno di Pasqua, così Dio per ogni anima che si salva
suona a gran distesa una Pasqua eterna.
E dice: Ah, non m'ero sbagliato.
Avevo ragione d'aver fiducia in quel ragazzo.
Era una buona natura. Era di buona razza.
Figlio di una buona madre, Era un francese.
Ho avuto ragione di dargli fiducia.

Ugualmente i bambini. Quando andate a fare una spesa con i vostri bambini una commissione
O quando andate alla messa o ai vespri con i vostri bambini
O alla benedizione
O tra la messa e i vespri quando andate a passeggio con i vostri bambini

Loro vi trottano davanti come cagnolini. Vanno avanti, tornano indietro.
Vanno, vengono, Si divertono. Saltano, Fanno venti volte il tragitto.
E' perchè in effetti non vanno da nessuna parte.
A loro non interessa andare da qualcheo parte.
Non vanno da nessuna parte .
Sono le persone grandi che vanno da qualche parte
Le persone grandi, la Fede, La Carità.
Sono i genitori che vanno da qualche parte.
Alla messa, ai vespri, alla benedizione.
Al fiume, nella foresta, Ai campi, nel bosco, al lavoro.
Che si sforzano, che si agitano per andare da qualche parte
O anche che vanno a passeggio da qualche parte.
Ma i bambini quello che li interessa è solo fare la strada.
Andare e venire e saltare. Consumare la strada con le loro gambe.
Non averne mai abbastanza, E sentir crescere le loro gambe.
Loro bevono la via. Hanno sete della via.
Non ne hanno mai abbastanza. Sono più forti della via. Sono più forti della fatica.
Non ne hanno mai abbastanza (Così è la speranza).
Corrono più in fretta della via.
Loro non vanno non corrono per arrivare. Loro arrivano per correre.
Arrivano per andare. Così è la speranza.
Non risparmiano i passi. Non ne verrebbe loro neanche l'idea.
Di risparmiare alcunchè.
Sono le persone grandi che risparmiano.
Ahimè sono ben obbligate. Ma la bambina Speranza
Non risparmia mai nulla.

                                                                           Charles Peguy


Presepe 2012

Il presepe di quest'anno è dedicato a quegli aspetti fondamentali della vita cristiana che si chiamano virtù: fede, speranza e carità. In modo particolare si è voluto evidenziare la seconda perchè in un mondo in cui si percepisce tanta disperazione e senso di angoscia c'è bisogno di speranza: di quella luce giovane e bella che rende forti e capaci di proiettarsi verso il futuro senza paure.


   La fede è rappresentata dall'arcobaleno che ricorda l'alleanza, il rapporto di fiducia che Dio ha voluto stabilire con gli uomini e le donne di tutta la terra. La carità è rappresentata dalle mani da cui parte l'arcobaleno che sono segno di solidarietà e di una esistenza fatta di dono. La speranza è la luce della stella che illumina le tante notti dell'anima e di quelle situazioni in cui a ognuno sembra di essere abbandonati: la giovane luce bambina di cui parla il poeta francese Peguy e che illumina i gesti di fiducia e solidarietà.

    Questi tre aspetti vitali sono unificati nella figura di Gesù bambino: apice della fede, esistenza fatta carità vivente e giovane e calda luce di speranza che rende forti e coraggiosi... pronti ed amare, ad assaporare gioia e a donarla agli altri.

Buon Natale a tutti.

 

 

PORTICO DEL MISTERO DELLA SECONDA VIRTU'

 

La fede non mi stupisce, non è stupefacente
Risplendo talmente nella mia creazione.
Nel sole e nella luna e nelle stelle.
In tutte le mie creature....

La carità va da sé. Per amare il prossimo c'è solo da lasciarsi andare, c'è solo da guardare una simile desolazione. Per non amare il prossimo bisognerebbe farsi violenza, torturarsi, tormentarsi, contrariarsi. Irrigidirsi. Farsi male. Snaturarsi, prendersi a rovescio, mettersi a rovescio. Riprendersi. La carità è tutta naturale, tutta zampillante, tutta semplice, tutta alla buona. E' il primo movimento del cuore. E' il primo movimento che è quello buono. La carità è una madre e una sorella....

Per non amare il prossimo, bambina, bisognerebbbe tapparsi gli occhi e gli orecchi. A tante grida di desolazione...

Ma la speranza, dice Dio, ecco quello che mi stupisce. Me stesso. Questo è stupefacente.

Che quei poveri figli vedano come vanno le cose e che credano che andrà meglio domattina.
Che vedano come vanno le cose oggi e che credano che andrà meglio domattina.
Questo è stupefacente ed è proprio la più grande meraviglia della nostra grazia. E io stesso ne sono stupito.
E bisogna che la mia grazia sia in effetti di una forza incredibile.

E che sgorghi da una fonte e come un fiume inesauribile.
Da quella prima volta che sgorgò e da sempre che sgorga.

Perchè le mie tre virtù, dice Dio.
Le tre virtù mie creature.
Sono esse stesse come le mie altre creature.
Della razza degli uomini.
La fede è una Sposa fedele.
La Carità è una Madre.

La Speranza è una bambina da nulla.
Che è venuta al mondo il giorno di Natale dell'anno scorso.
Che gioca ancora con babbo Gennaio.

Eppure è questa bambina che traverserà i mondi.
Questa bambina da nulla.
Lei sola, portando le altre, che traverserà i mondi compiuti.

Come la stella ha guidato i tre re fin dal fondo dell'Oriente.
Verso la culla di mio figlio.
Così una fiamma tremante.
Lei sola guiderà le Virtù e i Mondi.

Una fiamma bucherà delle tenebre eterne...

La piccola speranza avanza tra le sue due sorelle grandi e non si nota neanche...

E non si fa attenzione, il popolo cristiano non fa attenzione che alle due sorelle grandi.
La prima e l'ultima.

E non vede quasi quella che è in mezzo.
La piccola, quella che va ancora a scuola.
E che cammina. Persa nelle gonne delle sue sorelle.
E crede volentieri che siano le due grandi che tirino la piccola per mano.
In mezzo. Tra loro due.
Per farle fare quella strada accidentata della salvezza.
Ciechi che sono che non vedono invece
Che è lei nel mezzo che si tira dietro le sue sorelle grandi.
E che senza di lei loro non sarebbero nulla.
Se non due donne più anziane.
Due donne di una certa età. Sciupate dalla vita.

E' lei, quella piccina, che trascina tutto.
Perchè la Fede non vede che quello che è.
E lei vede quello che sarà.
La Carità non ama che quello che è.
E lei, lei ama quello che sarà.

Dio ci ha fatto speranza. Ha cominciato. Ha sperato che l'ultimo dei peccatori,
che il più infimo dei peccatori lavoresse almeno un pò alla sua salvezza,
sia pure poco,
poveramente, che se ne sarebbe occupato un pò.
Lui ha sperato in noi, sarà detto che noi non spereremo in lui?
Dio ha posto la sua speranza, la sua povera speranza in ognuno di noi,
nel più infimo dei peccatori.
Sarà detto che noi infimi, che noi peccatori, saremo noi che non porremo la nostra speranza in lui?

Dio ci ha affidato suo figlio, ahimè, ahimè.
Dio ci ha affidato la nostra salvezza, la cura della nostra salvezza.
Ha fatto dipendere da noi e suo Figlio e la nostra salvezza, e anche la sua speranza stessa;
e noi non riporremo la nostra speranza in lui.

Mistero dei misteri, che riguarda i misteri stessi.
Egli ha messo nelle nostre mani, nelle nostre deboli mani,
la sua speranza eterna, nelle nostre mani passeggere.
Nelle nostre mani peccatrici.
E noi, noi peccatori, non metteremo la nostra debole speranza nelle sue mani eterne?

Qual è questa virtù, questo segreto, che cosa occorre dunque che ci sia di così straordinario.
Nella penitenza, perchè questo peccatore, perchè uno valga cento, o insomma novantanove,
(Per contar giusto),
Perchè questo peccatore valga altrettanto,
Perchè questo peccatore, questo solo peccatore che fa penitenza valga altrettanto, rallegri,
susciti tanta gioia nel cielo quanto novantanove giusti che non hanno bisogno di penitenza?
E perchè questa pecorella smarrita dia tanta gioia al pastore, al buon pastore,
che egli lascia nel deserto, in deserto, in un luogo abbandonato, le novantanove che non s'erano smarrite?
In cosa, qual è dunque questo mistero,
In cosa uno può valere novantanove?
Non siamo tutti figli di Dio. Ugualmente allo stesso modo?
In cosa, come, perchè una pecora vale novantanove pecore.

Bambina, bambina, lo sai, di che si tratta. E' giusto?
E' che era perita; e che è stata trovata.

E' che era morta ; e che è rivissuta.
E' che era morta; e che è risuscitata.


Perchè bisogna prendere tutto alla lettera, bambina,
Letteralmente come Gesù era morto ed è risorto di tra i morti, così quella pecora era perduta,
così quella pecora era morta, così quell'anima era morta e dalla sua propria morte è risorta di tra i morti.

Essa ha fatto tremare il cuore stesso di Dio.
Del tremore del timore e del tremore della speranza.
Del tremore stesso della paura.
Del tremore di un'inquietudine mortale.
E in seguito, e così, e anche di ciò che è legato al timore,
alla paura, all'inquietudine con un legame che non si può slegare,
con un legame che non si può sfare,
Temporale, eterno, con un vincolo che non si può sfare
Ha fatto tremare il cuore di Dio
Del tremore stesso della speranza
Ha introdotto nel cuore stesso di Dio le teologale
Speranza.

Perchè tutto gli altri Dio li ama in amore.
Ma quella pecora Gesù l'ha amata anche in speranza.

Bisogna prendere tutto alla lettera, bambina. Dio ha sperato,
Dio ha atteso da Lui.
Dio, che è tutto, ha avuto qualcosa da sperare, da Lui, da quel peccatore.
Da quel nulla. Da noi. E' stato messo, a questo punto, si è messo a questo punto,
in questa condizione da aver da sperare, da attendere da quel miserabile peccatore.

Tale è la forza di vita della speranza, bambina,
La forza di vita, la promessa, la vita, la forza di vita e di promessa che sgorga nel cuore della speranza...

Singolare virtù della speranza, singolare mistero, questa non è una virtù come le altre,
è una virtù contro le altre.
Prende in contropiede tutte le altre, S'addossa per così dire alle altre, a tutte le altre.
Le supera per così dire,  va contro corrente.
Risale la corrente delle altre.
Non è una schiava,questa bambina è irriducibile.
Lei replia per così dire alle sue sorelle; a tutte le virtù, a tutti i misteri.
Quando loro scendono lei sale, (è molto ben fatto,)
Quando tutto scende solo lei risale e così le doppia, le decuplica, le allarga all'infinito.

Spaventosa libertà dell'uomo.
Noi possiamo far fallire tutto.
Noi possiamo essere assenti.
Non esser li il giorno che veniamo chiamati.
Possiamo non rispondere alla chiamata
(Eccetto che nella vallata del Giudizio)
Spaventoso favore.
Possiamo mancare a Dio.
Ecco il caso in cui s'è messo,
Il bruto caso.
S'è messo nel caso di aver bisogno di noi.
Che imprudenza. Che fiducia.

Ben posta, mal posta, questo dipende da noi.
Che speranza, che testardagine, che partito preso, che forza incurabile di speranza.
In noi.
Che spoliazione, di sè, del suo potere.
Che imprudenza.
Che mancanza di previsione, di previdenza.
Di provvidenza di Dio.
Noi possiamo far difetto.
Noi possiamo venir meno.
Noi possiamo non esserci.
Spaventoso favore, spaventosa grazia.
Colui che tutto si rivolge a colui che non può far nulla.
Colui che fa tutto ha bisogno di colui che non fa nulla.
E come noi suoniamo a distesa la nostra Pasqua.
A gran distesa, nelle nostre povere , nelle nostre trionfanti chiese,
nel sole e il bel tempo del giorno di Pasqua, così Dio per ogni anima che si salva
suona a gran distesa una Pasqua eterna.
E dice: Ah, non m'ero sbagliato.
Avevo ragione d'aver fiducia in quel ragazzo.
Era una buona natura. Era di buona razza.
Figlio di una buona madre, Era un francese.
Ho avuto ragione di dargli fiducia.

Ugualmente i bambini. Quando andate a fare una spesa con i vostri bambini una commissione
O quando andate alla messa o ai vespri con i vostri bambini
O alla benedizione
O tra la messa e i vespri quando andate a passeggio con i vostri bambini

Loro vi trottano davanti come cagnolini. Vanno avanti, tornano indietro.
Vanno, vengono, Si divertono. Saltano, Fanno venti volte il tragitto.
E' perchè in effetti non vanno da nessuna parte.
A loro non interessa andare da qualcheo parte.
Non vanno da nessuna parte .
Sono le persone grandi che vanno da qualche parte
Le persone grandi, la Fede, La Carità.
Sono i genitori che vanno da qualche parte.
Alla messa, ai vespri, alla benedizione.
Al fiume, nella foresta, Ai campi, nel bosco, al lavoro.
Che si sforzano, che si agitano per andare da qualche parte
O anche che vanno a passeggio da qualche parte.
Ma i bambini quello che li interessa è solo fare la strada.
Andare e venire e saltare. Consumare la strada con le loro gambe.
Non averne mai abbastanza, E sentir crescere le loro gambe.
Loro bevono la via. Hanno sete della via.
Non ne hanno mai abbastanza. Sono più forti della via. Sono più forti della fatica.
Non ne hanno mai abbastanza (Così è la speranza).
Corrono più in fretta della via.
Loro non vanno non corrono per arrivare. Loro arrivano per correre.
Arrivano per andare. Così è la speranza.
Non risparmiano i passi. Non ne verrebbe loro neanche l'idea.
Di risparmiare alcunchè.
Sono le persone grandi che risparmiano.
Ahimè sono ben obbligate. Ma la bambina Speranza
Non risparmia mai nulla.

                                                                           Charles Peguy


Cappella Sistina

Godetevi questa presentazione in 3D della Cappella Sistina. Navigate al suo interno con il vostro mouse ed ingrandite o diminuite le prospettive cliccando sui rispettivi segni in basso a sinistra.

Maestri campanari

Un articolo sulla rivista "Voria" nel quale viene citata la nostra vecchia campana e chi la costrui nel lontano 1566.
Nicola da Capracotta nella numerazione dei fuochi del 1561 viene ricordato come "Il Magnificus" cioè, "che fa cose grandi".