Primi_Articoli

Primi_Articoli (12)

Martedì, 04 Febbraio 2020 12:34

Sanremo 2020

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Sanremo2020

Parla il nuovo direttore di RaiUno: «Io un tecnico, voluto dalla politica perché bravo»

Stefano Coletta

54 anni, da pochi giorni dirige la rete ammiraglia: «Sarà il festival dai legami umani» - di Nino Luca, inviato a Sanremo /Corriere TV

A Stefano I nostri migliori auguri per il suo nuovo incarico.

Fiorello già lo imita, lo costringe a cantare, lo fa tremare per quello che dirà in conferenza. Ci ha visto lungo Fiore. Il neodirettore di Rai 1 è il suo bersaglio preferito. Dopo il compare Amadeus, s'intente. E Coletta non lo delude. Colsuo fare da intellettuale cede alle domande."Ho realizzato il mio sogno prima di andare in pensione: diventare direttore di Rai 1". "Ho fatto tutta la mia carriera interna all'azienda. Non avrei mai pensato di diventare direttore e poi di poter coronare questo desiderio. Ne sono davvero felice. Sono arrivato in punta di piedi ma tutti mi hanno accolto con grandissima professionalità. Mi sembra di essere stato adottato da una nuova famiglia, l’emozione è grande". La sua rimane comunque una nomina politica. Gradito al Pd e ai 5 stelle. Di lei si dice che sia in buoni rapporti con il sottosegretario Spadafora. "Delle mie amicizie non parlo. Mi vien da sorridere. Io sono un tecnico. Ritengo che la mia nomina sia stata voluta dalla politica ma perché sono considerato bravo, serio e rigoroso. Il rigore arriva dai miei genitori". Si commuove perché non hanno potuto vederlo al vertice di Rai 1. E allora parliamo del Festival. "Sarà quindi un festival che mette insieme tanti elementi, quello artistico, storico e umano. Un festival dei legami stretti, e già sento di conoscerne la storia nello sviluppo televisivo. Quest'anno vi sorprenderà. Ci saranno anche performance simboliche di grandi riunioni, che contengono un codice di rivoluzione umana".

Lunedì, 20 Gennaio 2020 20:55

Aria Pulita

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AriaPulita

Pubblichiamo questa encomiabile iniziativa del nostro sindaco al quale suggeriamo di emetterne un'altra per chi sporca costantemente le strade comunali di olio perso dal motore.

Domenica, 12 Gennaio 2020 16:37

Concerto di Natale

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Concerto di Natale

Roio del Sangro - Chiesa di S. Maria Maggiore
Vi proponiamo due piccoli filmati dei concerti che Don Settimio ci ha regalato durante le festività natalizie.

Roio del Sangro

Lunedi 30 Dicembre 2019

Quartetto D'archi Eiréne
Renato Marchese (violino)
Paola Ferella (violino)
Samuele Danese (viola) Donato Reggi (violoncello)
Donato Reggi (violoncello)
e
Manuela Formichella (soprano)

Roio Del Sangro

Domenica 29 Dicembre 2019

Coro di Quadr

Concerto di Natale

Locandina

Martedì, 17 Dicembre 2019 13:55

Cuochi di Roio

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Premiata SalumeriaItaliana

Un articolo sui cuochi di roio apparso sul n° 3-2018 della rivista "Premiata Salumeria Italiana"

Roio del Sangro, patria dei cuochi
Un mezzo busto di bronzo con inconfondibile toque blanche in testa, casacca doppiopetto e un’espressione bonaria e gioviale accoglie i visitatori alle porte di Roio del Sangro, in provincia di Chieti. Il Monumento al Cuoco ci segnala che questo piccolo borgo di neanche un centinaio di abitanti, in Abruzzo al confine con il Molise, ha una storia e tradizione singolari. Roio è infatti il “Paese dei Cuochi di Famiglia”, quei cuochi cioè emigrati in tutto il mondo e impiegati nelle case di ricchi borghesi e aristocratici e nelle cucine delle ambasciate. Sembra che questa vocazione sia nata a fine ‘600 quando i primi cuochi di Roio cominciarono a lavorare nelle cucine delle corti del Regno di Napoli. È certo, invece, che nell’Ottocento gli emigranti del paesino abruzzese andavano a cucinare nelle ricche case di nobili napoletani, romani, inglesi, russi e tedeschi. Erano cuochi di famiglia, una “specializzazione” che richiedeva un lungo periodo di formazione, anche una decina di anni. Il più delle volte accadeva che giovani di 13 o 14 anni d’età cominciassero a lavorare chiamati da un cuoco esperto, roianese anche lui, spesso un parente, e apprendessero tra pentole e fornelli il mestiere che li avrebbe introdotti in prestigiose dimore. Anche i vicini paesi di Villa Santa Maria, Giuliopoli, Rosello, Borrello hanno dato i natali a generazioni di cuochi “casalinghi”, ma con una particolarità: i cuochi di Roio del Sangro lavoravano solo nelle case dei nobili e nelle sedi diplomatiche; quelli di altri paesi sulle navi da crociera e nei grandi alberghi. Per decenni i cuochi del territorio hanno preparato manicaretti in tutto il mondo, eclettici esperti di cucina internazionale non meno che di quella italiana.
Nel ‘900 avrebbero servito oltre 400 famiglie nobili e case diplomatiche, come ha documentato Nicola Cese, oggi pensionato, in un database (www.roiodelsangro.com) pubblicato con i nomi e i soprannomi dei cuochi, le casate che sono state servite e i menu proposti in occasioni di cene importanti ed eventi internazionali.
«È successo però che con i tempi moderni e la decadenza delle famiglie nobili questa catena si è lentamente spezzata, per finire una decina di anni fa» sottolinea l’architetto Giuseppe Manzi, che sta approfondendo una ricerca su questa curiosa storia. «Attraverso i racconti e le testimonianze degli ultimi cuochi, ormai in pensione, si potrebbero ricostruire le abitudini e i gusti dei ceti alti del secolo scorso». A Roio del Sangro gli anziani che si ritrovano in piazza hanno tutti una loro esperienza da raccontare. Come Filippo Coletta, novantenne, che all’età di 13 anni fu mandato da assistente nelle cucine del principe Boncompagni. «Ma ero così basso che non potevo arrivare alle pentole — ci ha detto tempo fa il signor Coletta — però l’anno dopo mi richiamarono». Negli anni successivi lavorò per Edda Mussolini e altre famiglie. L’ultimo piatto cucinato nel 1985.
Esordio e carriera di tutto rispetto anche per Antonio Di Lucia che cominciò la sua attività con il principe Ruspoli a Roma, poi dai Torlonia fino a emigrare alle Bahamas, finendo a lavorare in diverse ambasciate. «Sono uno dei più giovani — scherza l’ottantenne — avendo finito nel 2005».
Giorgio Coletta aveva 11 anni quando andò a Roma per lavorare da assistente nelle cucine dei Cavalieri di Malta, poi continuò come cuoco all’Ambasciata olandese e al servizio del principe Furnari a Courmayeur.
Non ultimo Domenico Cese, 79 anni, di cui sette passati nelle cucine dello stilista Valentino, venti all’Ambasciata inglese, tre sullo yacht privato del conte Oscar Pasquini e poi in Libano. «Ben 44 anni di mestiere. Ma oggi sono tornato a Roio per reinventarmi allevatore e mugnaio».

Massimiliano Rella

Sabato, 14 Dicembre 2019 17:24

Indecenza Fiscale

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IndecenzaFiscale

Ci piace riproporre in questa pagina un articolo di Massimo Gramellini apparso di recente sul Corriere della Sera

Mattarella ha ricordato a un gruppo di studenti che l’evasione fiscale è «indecente», dal momento che chi non paga le tasse utilizza a sbafo i servizi finanziati da chi le paga. Già il fatto che la dichiarazione presidenziale abbia furoreggiato sui siti e nei tg la dice lunga sulla rilevanza eccezionale rivestita ultimamente dal buonsenso. Che gli evasori se ne infischino di passare per indecenti è logico. Più bizzarra è l’acquiescenza dei tartassati. In un Paese dove ci si scaglia contro qualsiasi privilegio, l’evasore non è circondato da biasimo sociale. Mai vista una folla scendere in piazza brandendo cartelli contro i renitenti al fisco. Ci sono persone a reddito fisso che chiedono pene esemplari per chi ruba in casa, ma non sembrano minimamente toccate dal furto di risorse a scuole e ospedali.
Prima di dedurne che siamo un popolo di debosciati, bisogna riconoscere che le tasse sono troppo alte. Oltre un certo limite vengono vissute come un sopruso anche da chi le paga, spesso solo per l’impossibilità di fare altrimenti. Gli si potrebbe rispondere che sono così alte proprio perché molti non le pagano. Ma il discredito di cui gode lo Stato, alimentato dai comportamenti di amministrazioni pubbliche avide nel pretendere quanto parsimoniose nel restituire, lascia supporre che le tasse non diminuiranno mai in nessun caso. L’evasione è un mostro che si nutre di diffidenza. Se tanti italiani non hanno senso dello Stato è perché lo Stato continua a fare loro senso.

Mercoledì, 27 Novembre 2019 14:48

I Giovani Scappano

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I GiovaniScappano

Ed eccoci ancora presenti in una nuova classifica di cui non essere fieri, è pur vero che i piccoli borghi si spopolano sempre di più, ma si notano anche molte iniziative per invertire questa tendenza.    GIOVANI FACCIAMO QUALCOSA

Lunedì, 30 Settembre 2019 15:49

Pascoli in abruzzo

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Pascoli in Abruzzo

Per coloro che non sono riusciti a vederlo su RAI1 nella trasmissione Tv7 la scorsa settimana, riproponiamo questo stupendo documentario che rappresenta in ogni particolare citato la situazione che si è venuta a creare e continua a ripresentarsi sul nostro territorio ogni anno senza che nessuno se ne faccia carico in modo serio. Solo nella primavera del 2017 senza essere minimamente informati, e per un caso fortuito, ci si accorgeva che ben 103 ettari di terreni di privati cittadini erano stati occupati per essere utilizzati solo una volta l'anno, nel periodo del taglio del foraggio, per usufruire dei fondi comunitari (AGEA). A seguito di questi fatti nel mese di agosto dello stesso anno è stata fatta una denuncia controfirmata da diversi proprietari che ad oggi non hanno avuto nessun riscontro, ma come è possibile che a distanza di un anno: Procura della Repubblica, Questura, AGEA non se ne occupino con maggiore serietà, in fin dei conti i soldi elargiti sono di tutti noi. L'aspetto che preoccupa poi di questa storia sta nel fatto che anche i terreni comunali seguono la stessa sorte, vengono affittati a personaggi sconosciuti con contratti anche pluriennali (quando andrebbero fatti di anno in anno) che portano il bestiame solo per un paio di mesi al pascolo....al sol fine di giustificare la richiesta di contributi. Così facendo non si fa altro che impoverire il terreno e lasciarlo all'invasione di arbusti che ormai da qualche anno sono diventati alberi. Quanti di noi ricordano quando sui nostri terreni pascolavano le mucche di Argentino prima e del figlio Armando dopo, i pascoli erano sempre praticabili ed addirittura si riusciva ad andarci per funghi, non mancava mai poi che al nostro rientro per le vacanze come segno di gratitudine ci venisse consegnato qualche caciocavallo.
Ora erba alta dappertutto ed il bosco che avanza, ma questo è salvaguardare il territorio?

Venerdì, 20 Settembre 2019 14:56

11 Settembre 2019

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11 Settembre 2019

Come ogni anno gli abitanti di Castiglione, Monteferrante e Roio si ritrovano sulla montagna per condividere in questa festività un po di buonumore ed allegria..

Lunedì, 02 Settembre 2019 10:40

Feste 2019

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Feste2019

Il 13 Agosto si è svolta come tutti gli anni la processione con la statua di San Filippo.
Con nostro rammarico si notano sempre meno paesani,
Speriamo nel futuro in una maggiore partecipazione alla vita religiosa e sociale del paese.

Venerdì, 23 Agosto 2019 17:19

Monte Accessola

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MonteAccessola

Una bella passeggiata di circa 8 km organizzata dalla proloco di Roio nella giornata del 16 agosto 2019. i partecipanti tra giovani ed adulti erano c.a. 60. Partenza dalla piazza di roio altezza mt. 850, altezza raggiunta monte Accessola circa mt. 1000. Bello, da ripetere.

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